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Bonaveri, manichini mondiali La ditta punta su Cina e Russia

Bonaveri, manichini mondiali La ditta punta su Cina e Russia

RENAZZO. Quando una ditta fa ottimi fatturati non soltanto (di questi tempi) è una notizia, ma è anche una buona notizia. La conferma viene dal Sole 24 Ore di ieri che, in un articolo di Natascia...

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RENAZZO. Quando una ditta fa ottimi fatturati non soltanto (di questi tempi) è una notizia, ma è anche una buona notizia. La conferma viene dal Sole 24 Ore di ieri che, in un articolo di Natascia Ronchetti (a pagina 12), ben descrive l’ottimo momento vissuto dallo storico marchio centese di manichini. “Stilizzati, quasi piccole opere d'arte frutto di un mix tra manualità artigiana e produzione industriale. I manichini in argilla di Bonaveri - scrive il Sole - azienda di Renazzo di Cento, nel Ferrarese, punto di riferimento per le grandi maison internazionali che li utilizzano per vetrine, showroom, mostre nei grandi musei - conquistano nuove fette di mercato nel Far East. E dopo aver portato il fatturato dell'azienda a superare quota 17 milioni nel 2013, con una crescita che sfiora il 10% rispetto all'anno precedente, puntano a consolidare i numeri nei mercati più lontani”. Insomma una gran bella soddisfazione e, assieme, l’ennesima dimostrazione della creatività e del dinamismo industriale di alta fascia di questo territorio. «La nostra intenzione è quella di sviluppare la distribuzione nei Paesi emergenti - spiega il presidente Andrea Bonaveri - a partire da Cina, Russia e Brasile. La vera sfida per gli anni a venire, comunque, è quella di difendere la creatività e la manifattura d'eccellenza dalle copie e contraffazioni che avvengono non più solo sui mercati emergenti ma anche da parte di marchi di blasone e tradizione. In questo senso abbiamo avviato una politica di tutela della proprietà intellettuale e contro la concorrenza sleale». I mercati del Far East, a partire dalla Greater China, rappresentano il 15% del valore delle vendite all'estero di Bonaveri, che, nel solco delle traiettorie mondiali del lusso, “ha legato la propria produzione - spiega ancora il Sole - a grandi brand come Louis Vuitton, Hermès, Lanvin, Saint Laurent. Dopo l'Asia, gli Stati Uniti restano uno dei principali sbocchi commerciali, un'area che assorbe il 27% del'export. Poi c'è l'Europa, mercato storico e in consolidamento, che rappresenta il 50% delle esportazioni».

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