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«Dalle donne forza e iniziativa»

«Dalle donne forza e iniziativa»

Caterina Ferri analizza le statistiche: incoraggiare l’impegno “rosa”

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Nonostante le statistiche riportino dati molto spesso negativi riguardo le donne in cerca di occupazione e quelle che si dichiarano disoccupate, appare evidente quale sia la spinta imprenditoriale che sostiene l’occupazione indipendente nel territorio ferrarese: secondo i recenti dati raccolti dal comune, infatti, uno dei fattori principali che vanno in controtendenza e combattono la disoccupazione, è proprio l’imprenditorialità femminile.

Sebbene il tasso di disoccupazione del 2013 sia interamente dovuto alla componente del suddetto genere (risulta infatti l’aumento di 1,1% della percentuale femminile, mentre è in calo quella maschile), fa sorridere il fatto che tra tutte le negatività derivate da questa situazione, ci sia ancora qualcuno capace di non scoraggiarsi e prendere in mano la situazione. Nel settore giovanile le stime sono più simili, ma è sempre prevalente il dato riguardante le ragazze e le donne in cerca di lavoro. È proprio perché si assiste a un notevole aumento della perdita del lavoro da parte delle donne, o all’impossibilità di trovarne uno, che si può spiegare il sensibile rialzo dell’occupazione indipendente: le disoccupate ferraresi si rimboccano le maniche, e non si accontentano di subire passivamente la crisi, trovando il modo di reinventarsi e dar vita a nuove imprese e attività, tutte al femminile. «Il dato della nostra provincia è decisamente positivo - dichiara Caterina Ferri, interpellata in qualità di assessore al lavoro, e aggiunge - si tratta di una media superiore anche a quella regionale. È una percentuale che risulta doppiamente favorevole, perché il nostro è un territorio in cui le donne da sempre faticano a trovare lavoro, e anche in un quadro di difficoltà più generale, questo dato simboleggia l’impegno e la forza delle nostre donne. La parte femminile della popolazione cerca di essere intraprendente, evidentemente reagisce meglio alla crisi. Il dato negativo però, è che quasi sempre si tratta di imprese individuali, e bisognerebbe quindi lavorare in questo senso, per cercare di supportare le donne più intraprendenti e farle crescere, anche a livello economico». (i.l.)

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