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La grande carica dei musicisti per rianimare la città in agosto

di Matteo Bianchi
La grande carica dei musicisti per rianimare la città in agosto

Tante interessanti novità in questa 27ª edizione che vede la Mongolia come nazione ospite Resta il tradizionale fascino di una formula collaudata che regala magie e tanta simpatia 

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FERRARA. Nemmeno ci si riesce ad annoiare alla conferenza stampa del Ferrara Buskers Festival, il cui staff ha pensato bene di far entrare a sorpresa le Rainbow Girls per rendere i toni meno formali... ma le cinque californiane che ieri mattina hanno portato l’arcobaleno in sala Arengo sono state solamente una pausa in mezzo al mare di novità che la 27ª edizione della rassegna di street music più camminata d’Europa sta per infondere nei flussi cittadini. Quasi fosse il ricostituente (di quelli dolci) di fine estate.

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Quest’anno la nazione ospite è la Mongolia e il Festival sbarca in Asia come Il Milione di Marco Polo, anche a detta del direttore artistico Stefano Bottoni; il quale ha aperto le danze ripresentando, dopo i fasti romani, il manifesto ufficiale e ringraziando l’illustratrice Mirka Persichetti che lo ha disegnato, arrivata appositamente da Trento.

Il concerto dei comuni

Tra gli amministratori comunali coinvolti la parola è spettata per primo al vicesindaco Maisto, che non si stanca di «sottolineare la complessità di mettere in piedi un festival tale per mantenere alto il livello culturale in città. Il Buskers, infatti, incrementa gli appassionati della nostra bellezza artistica e si conferma una prova intensa per i servizi che, data l’invasione, devono funzionare al meglio - e ha affermato - Siamo orgogliosi della rete di giornate extra ferraresi con cui la manifestazione si è arricchita, specialmente della tappa all’Aquila. Infatti i musicisti suoneranno nella zona rossa e lo consideriamo un piccolo modo per ricambiare a numerosi sostegni ricevuti a nostra volta a seguito delle scosse». Con Luigi Russo, il direttore organizzativo, Maisto ha messo i puntini sui caratteri nobili del Buskers, cioè il rispetto per l’ambiente e la mission solidale avviata. Tanto è vero che è stato l’aprifila tra gli eventi culturali a cominciare, grazie al progetto EcoFestival, un percorso di riduzione dell’impatto ambientale. Un percorso educativo tanto per i curatori quanto per i fruitori reso possibile dall’appoggio di Hera.

Con la cultura si mangia

L’elevato valore economico dell’estrosa settimana ha spinto l’assessore alle attività produttive Serra a dichiarare che «il confronto con gli organizzatori consentirà al Comune di migliorare ulteriormente l’offerta e di allargare i limiti del settore commerciale, nonché il senso di accoglienza nel centro storico». Dove c’è turismo, c’è scambio e ci sono opportunità che vanno sfruttate, in particolare su tutto il territorio provinciale; perciò l’assessore al turismo di Comacchio Provasi da sempre considera i Buskers «non il momento di chiusura della stagione estiva comacchiese, bensì l’inizio col botto di un autunno-inverno dai colori accesi». Russo, allora, ha voluto precisare che «ausilio e complicità di tanti esercenti locali, tra cui gli stessi albergatori e di recente Visit Ferrara, ha permesso lo sviluppo di convenzioni vantaggiose per tutti. Il dato positivo - ha proseguito - è che nel corso del tempo le attività economiche che hanno aderito con un piccolo contributo, sono costantemente aumentate per raggiungere obiettivi che stanno a cuore a tutti».

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Un festival ecologico

Per evitare che una festa diventi uno spreco, Hera persegue una comunicazione fertile per insegnare i comportamenti adatti al riciclo delle risorse, sia nel privato sia nel pubblico. E talmente che per il quarto anno consecutivo il progetto EcoFestival respira: «Nei primi tre sono state risparmiate 30 tonnellate di CO2 - ha esposto Russo - con il 57% in meno di rifiuti raccolti a terra e nei cestini, e la riduzione di 16 quintali di carta per la promozione dell’intero evento». Numeri concreti che pesano riconoscimenti, dimostrati dall’assenza di affissioni se non nelle mete on tour, scommettendo pure sul potenziamento del processo di dematerializzazione informativa per mezzo della squadra social network assemblata da Rebecca Bottoni.

«In piazza Trento Trieste sarà a disposizione la “Sorgente Urbana” - ha proseguito Santini di Hera - che distribuirà gratuitamente la nostra acqua refrigerata e, durante l’ultimo fine settimana, apparirà il Raee-Mobile, un container itinerante per raccogliere scorie elettriche ed elettroniche. Per portarsi a casa il rispetto per l’ambiente, oltre che buona musica e divertimento, consiglio l’uso del bicchiere del Festival - ha concluso - al fine di limitare la dispersione del materiale usa e getta».

Sapori vicini e lontani

«SaporiVicini è un’iniziativa particolare per far conoscere - ha motivato il direttore organizzativo - su larga scala i prodotti di filiera corta, alla quale partecipa il Consorzio della Strada dei Vini&Sapori della nostra provincia». Tuttavia il principe gastronomico del Festival sarà il riso del Delta del Po Igp, un’eccellenza culinaria da far scoprire a coloro che verranno da lontano e che potranno poi gustare una volta tornati a casa. Il consorzio del riso, con le sue quattro varietà, si affiderà per la degustazione a ben 18 ristoranti del centro.

Due templi del gusto da segnare sulla mappa saranno di sicuro il Chiostro di San Paolo, in cui sorgerà un punto di ristorazione vegana, allineato allo spirito ecologico della manifestazione, e l’opportunità di visitare la nuova Bottega Altromercato, situata in via Garibaldi 26, base operativa della maggiore organizzazione di Commercio Equo Solidale in italia.

La vocazione sociale

La dimensione della solidarietà appartiene già da anni all’atmosfera del Festival: «Con Venezia molti credettero ce ne volessimo andare da qui. Ma non è stato affatto così e non lo sarà, anzi, in Abruzzo porteremo l’animo avvolgente del Buskers e andremo oltre - ha ammesso Luigi Russo - Al di là di tutto, la cosa più struggente dei sopralluoghi all’Aquila sono stati i racconti dei suoi abitanti, l’abbandono ai ricordi della città di una volta, che non è più loro». Solidarietà sempre più attiva riconfermata dal Grande Cappello, con la preziosa mano di Ibo Italia e Aiesec Ferrara, che alle porte ideali del Festival schiereranno 16 giovani volontari, provenienti da tutto il mondo, per accogliere il pubblico con un sorriso. I piccoli contributi spontaneamente ricevuti serviranno per organizzare campi di lavoro formativo fuori e dentro il nostro paese, destinati a ragazzi dai 14 ai 18 anni. E non è finita, il 27 agosto, dalle 10, gli Skarallaos e gli Ars Nova Napoli, due band invitate, porteranno note a gran voce nel carcere di via Arginone.

A tutte le ore e per tutte le età

Per non perdere l’acquolina in bocca «il Buskers inaugurerà in piazza Castello - è intervenuta Rebecca Bottoni - alle 17.30 di sabato 23, con un’orchestra mai sentita prima e chiuderà sempre all’ombra del monumento domenica 31, alle 20, con un’altra formazione incredibile... la sfida, però, è stata allestire l’AreaBimbi in piazzetta della Repubblica, illuminata a dovere per sbalordire giocando i più piccoli - e ha concluso - Per dare altrettanta luce a un percorso molto romantico, via Saraceno quest’anno sarà BuskersInFe, per tutti quei gruppi cresciuti insieme a noi».

Con i 20 invitati e i 276 accreditati che si ruoteranno dal pomeriggio alla notte dentro le mura, non ci sarà un istante per rimpiangere il silenzio. Speriamo solo il cielo non faccia i capricci e splenda il buon umore.

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