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La lettera del sindaco

Il sindaco di Tresigallo Dario Barbieri
Il sindaco di Tresigallo Dario Barbieri

La replica di Dario Barbieri al consigliere Perelli: «Ha valicato il limite della decenza»

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Il consigliere Perelli ha fatto molto per farci capire quanto non riesca a tenere a freno la sua acredine verso tutti coloro che vantano la colpa di non pensarla politicamente come lui. È evidente da tempo il suo spasmodico e becero bisogno di trovare responsabilità nel Comune, dando spesso per scontate azioni delittuose che solo lui immagina. Pare però che ciò non basti più.

Questa volta il consigliere Perelli ha valicato il limite della decenza, sia sul piano politico, sia sul piano umano.

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Increduli, abbiamo preso atto che alla ricerca di suoi ritorni politici si è spinto fino a sfruttare una situazione tragica e dolorosa come l'incidente che ha coinvolto il 3 luglio i 18 ragazzi, l'autista e l'accompagnatrice che con lo scuolabus comunale ritornavano da una giornata di mare. Lo fa in modo disordinato, confuso, presentando un'interrogazione motivata dal fatto che, a dir suo, tra i cittadini l'incidente è tuttora oggetto di numerose ipotesi, supposizioni e sospetti.

Un'interrogazione infarcita di imprecisioni e riferimenti errati che denotano superficiale attenzione al caso e scarsa attitudine a svolgere il ruolo di consigliere comunale.

Sta di fatto però che in realtà le richieste di chiarimento fatte dal consigliere Perelli hanno poca attinenza con l'incidente, riguardando più che altro il servizio centro estivo in genere, e mostrano, ancora una volta, la volontà di ottenere non si sa quali oscuri risultati insinuando, inventando, accusando fuori luogo.

E poco importa a Perelli se questo vuol dire calpestare gli altrui sentimenti e dignità.

La cosa è talmente fuori luogo da spingere anche il collega del suo gruppo consiliare Stefano Chendi a dissociarsi dall'azione di Perelli. Visto comunque che, a dire di Perelli, le numerose ipotesi, supposizioni e sospetti gravano tra i cittadini, è a questi che diamo, punto per punto, chiarimenti seguendo le richieste di Perelli.

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Il servizio centro estivo era organizzato secondo le norme vigenti: l'associazione Edi, cui è demandata la gestione delle attività, ha sempre preferito adottare il rapporto 1 educatore ogni 15 bambini, ancorché la normativa preveda un rapporto 1 /20. È infondata la notizia che i bambini, nel tragitto di ritorno, non fossero accompagnati da addetti in possesso dei requisiti prescritti, ciò data la presenza sullo scuolabus, oltre alla conducente, anche della signora M.C. in qualità di accompagnatrice volontaria, regolarmente iscritta nell'elenco dei volontari singoli istituito dal Comune e coperta da assicurazione adeguata.

La presenza di una accompagnatrice volontaria è per altro legittimata dalla normativa vigente e non necessita di particolari requisiti o professionalità. Ma se anche fosse, si ricorda che la signora M.C. si occupa tutto l'anno di custodire e sorvegliare gratuitamente bambini nel pre e post-scuola e che anche nell'ambito del suo rapporto di lavoro ha maturato grande esperienza in merito alle dinamiche con minori.

I centri estivi vengono gestiti avvalendosi di personale qualificato appositamente selezionato come la normativa prevede, e quindi in possesso dei requisiti necessari allo svolgimento del servizio, compresa l'addetta alla somministrazione dei pasti. Il personale educativo è garantito dall'associazione culturale Edi a cui è affidata la gestione dei centri, che porta avanti con le medesime modalità dal 2010. Questo è tutto.

Ora speriamo che il consigliere Perelli abbia la decenza di chiedere scusa almeno alle persone che pur operando con professionalità e dignità si sono sentite strumentalmente e assurdamente chiamate in causa come possibili responsabili di un fatto di cui, purtroppo, sono state solo vittime. (...).

Colgo infine l'occasione per fare chiarezza anche sulla questione fusione dei Comuni, poiché anche su questo Perelli si è dilettato a fantasticare.

Io non ho mai cambiato idea. Ancora oggi sono convinto che almeno in una prima fase sarebbe preferibile una fusione a due: Formignana e Tresigallo. Però per sposarsi bisogna essere almeno in due.

Diversamente da quanto sostenuto inizialmente, oggi, a dispetto della posizione del sindaco Ferrari, la maggioranza politica di Formignana non acconsente al matrimonio puntando a quello a 6. Io non posso che prenderne atto. Non ho dunque responsabilità sulle fantasie fuorvianti di Perelli.

Dario Barbieri

sindaco di Tresigallo

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