Il Carroccio chiede il candidato presidente
Bergamini (Lega) propone alle forze del centrodestra di sostenere un proprio esponente
FERRARA. Il centrodestra candiderà un leghista a presiedere la Regione? Il Carroccio, che parte da un discreto 5,04% in Emilia Romagna alle europee, ci tiene al punto da far dipendere da questo la sua appartenenza alla coalizione.
«Ci sentiamo in forma – dice il segretario provinciale Fabio Bergamini – al nostro ultimo direttivo regionale abbiamo deciso di proporci come forza di traino, e la prossima settimana incontreremo Matteo Salvini per chiedergli un supporto fondamentale durante la campagna. La Lega deve scommettere sull’Emilia Romagna come quarta gamba del Nord».
Un nome ancora non l’ha o comunque non lo dice, ma se l’obiettivo di mettere a capo della coalizione un leghista (come Zaia in Veneto e Maroni in Lombardia) dovesse fallire, il Carroccio «si riserva di presentarsi da solo». Un altro fronte i leghisti potrebbero aprirlo sulla partecipazione di Ncd e Udc, visto che contro queste formazioni (in particolare contro il ministro dell’Interno Alfano) a livello nazionale stanno tenendo alta la contestazione.
«Ncd finora ha considerato la scelta di andare a prendere gli immigrati fin davanti alle coste altrui un modo per evitare le stragi, mentre invece sono aumentate. A livello locale bisognerà vedere chi sono, visto che un referente an gh’è brisa – continua Bergamini in dialetto – , o meglio: in tanti dicono di esserlo. Comunque, con loro avremo qualche problema».
Per il consigliere regionale uscente Mauro Malaguti (Fratelli d’Italia) la partecipazione del Carroccio è però necessaria per poter parlare di vera e propria coalizione. «Credo che un’alleanza sia subordinata alla presenza della Lega, avrebbe poco senso limitata a noi e Forza Italia. Se si sfilerà ognuno correrà con la propria bandiera».
Esclude inoltre le primarie come strumento per scegliere il candidato, nonostante queste consultazioni siano un cavallo di battaglia del suo partito: «Occorrerebbe una macchina burocratica molto pesante, e oramai non c’è più tempo. Il grosso della discussione sarà al vertice dei partiti, e il primo a dire qualcosa dovrà essere Forza Italia». Insomma, con un 2,69% alle ultime europee nella nostra regione, Fdi non si sogna di chiedere di candidare un proprio esponente.
E proprio sul fronte forzista è pronto a tentare il salto in Regione Luca Cimarelli, già coordinatore provinciale Pdl. «Sì, ci sto ragionando e sto consultando alcune persone per avere la certezza che la mia sia una candidatura che unisce» conferma, mostrandosi sicuro che alla fine la coalizione decollerà: «Il sistema elettorale non consente fughe in avanti di singoli partiti, e il presidente del nostro comitato regionale Massimo Palmizio si è detto aperto a tutti quelli che non si riconoscono nei progetti di Pd e 5 Stelle». Nessun veto a un leghista, ma a Bergamini ricorda che «se uno si siede a un tavolo ponendo un aut-aut…».
Gabriele Rasconi
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