Negri: «No al dialogo ad ogni costo»
L’arcivescovo interviene sugli islamisti e la persecuzione dei cristiani in Iraq anche in prima pagina sul “Giornale”
Una cortina militare sta per alzarsi attorno allo Stato islamico (Isis) che minaccia l’integrità dell’Iraq e rischia di accendere in Medio Oriente un nuovo conflitto internazionale.
Ieri, mentre le commissioni parlamentari italiane davano il via libera all’invio di armi ai curdi e il premier Matteo Renzi, presidente di turno dell’Unione Europea, volava a Baghdad aggiungendo il contributo militare italiano a quello di altri Paesi europei per fermare la persecuzione delle popolazioni cristiane nella regione, la situazione si è fatta incandescente con la dichiarazione pomeridiana del presidente Usa, Barack Obama, dopo la brutale esecuzione del reporter americano James Foley rivendicata dai guerriglieri dell’Isis.
Da settimane sugli sviluppi della situazione politica e militare nella regione mediorientale ha puntato lo sguardo anche l’arcivescovo di Ferrara, Luigi Negri, che ieri ha ribadito sul “Giornale” il messaggio consegnato nelle scorse settimane agli organi di comunicazione.
Prima con una lunga lettera pubblicata dal quotidiano cattolico on line “La Nuova Bussola quotidiana”, poi con l’annuncio della giornata ferragostana di preghiera dedicata alla situazione irachena e con l’esposizione dello striscione “N come Nazzareno” dal balcone del palazzo arcivescovile. Ieri, in prima pagina sul quotidiano della famiglia Berlusconi, con l’intervento che richiama ampi stralci della lettera comparsa sulla “Nuova Bussola”. Tra pochi giorni è prevista fra l’altro la sua partecipazione al Meeting annuale di Comunione e Liberazione, di cui è stato uno dei fondatori ed è oggi uno dei rappresentanti più citati, soprattutto dopo la caduta di uno dei portavoce politici del movimento, l’ex presidente della Lombardia Roberto Formigoni. Una nuova ribalta nazionale per il più alto rappresentante della diocesi, che in quasi due anni di impegno pastorale nella provincia estense ha fatto spesso sentire la sua voce sui temi locali, come la “movida” o la sanità, e su quelli internazionali.
L’articolo pubblicato dal “Giornale” viene presentato da un vistoso occhiellodedicato all’emergenza immigrazione e l’appello, dedicato «a questo gigantesco esodo in massa di cristiani espulsi dai luoghi dove da millenni era radicata la presenza cristiana», esorta al «coraggio», «elemento sempre fondamentale per una presenza cristiana» che oggi deve confrontarsi con «una prevalenza della volontà di dialogo ad ogni costo che deprime la verità». Mentre «questo mondo islamico che ci piaccia o no - prosegue lo scritto - ha la responsabilità storica di questi eventi, oggi come lungo i secoli che hanno preceduto questo ultimo». Non si capisce, commenta Negri, «perché alcune cose vengano chiamate Shoah e per queste non venga usato lo stesso termine».
L’Occidente intanto si nasconde «di fronte a questa terribile minaccia» facendo «quello che hanno fatto le cosiddette democrazie borghesi nei confronti della terribile vicenda hitleriana» e rivela così «la debolezza della fede».
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