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A Dubrovnik tra sport e turismo

A Dubrovnik tra sport e turismo

Cento, l’avventura di 8 ciclisti che hanno percorso quasi 800 chilometri arrivando in Croazia

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CENTO. Sport, turismo e un pizzico di religione. Questi gli ingredienti dell’avventura che ha visto protagonisti i centesi Giuliano Filippini, Savio Scagliarini, Claudio Tassinari e Carlo Lodi (due di Renazzo e due di Decima) che nei giorni scorsi sono arrivati fino in Croazia in bici. Partenza da Cento l’11 luglio, in pulmino, con destinazione Trieste; alla comitiva, di cui faceva parte anche l’altro ciclista Giancarlo Fortini, si sono aggiunte due mogli, Claudia Giberti e Carolina Trentini, più l’infermiere Roberto Bussolari. «Per fortuna non abbiamo avuto bisogno delle sue cure - racconta Carlo Lodi -, ma oltre a fare da autista è stato anche un valido interprete e cicerone».

A Trieste inizia la prima tappa del giro con arrivo a Rijeka (l’ex Fiume) dopo circa 80 chilometri. «Città con bel lungomare ma deturpata da selvaggi palazzi che svettano sulle colline circostanti», riporta come un bravo cronista Lodi. Il giorno successivo chiude ai laghi di Plitvice, patrimonio dell’Unesco, dopo circa 160 km. Ripartenza, dopo aver ammirato il terzo giorno gli specchi d’acqua, dal lago maggiore, dopo l’utilizzo di un apposito trenino. Il quarto giorno l’arrivo a Skradin. «L’occasione per visitare Sibenik, distante alcuni chilometri, con un bellissimo centro storico dominato dalla cattedrale», dice Lodi. Quinto giorno con una novantina di chilometri nelle gambe, percorso breve per arrivare a Spalato e avere il tempo per poter vedere lo splendido Palazzo di Diocleziano. Durante il tragitto, breve visita alla città di Trogir. Il sesto giorno la tappa è di 130 km: «Ci porta a varcare i confini della Bosnia per giungere a Medjugorje - spiega Lodi -. L’occasione per incontrare la sorella di uno dei nostri ciclisti dove da oltre un anno svolge opera di volontariato, e dall’altro di effettuare la salita al Podbrdo, per un breve momento di raccoglimento ai piedi della Madonna».

Settimo e ultimo giorno arrivo a Dubrovnik (125 km), «giusto il tempo di poter visitare il sistema fortificato della Città Murata, non prima di un tuffo in mare da parte di alcuni di noi, a salutare la felice conclusione del viaggio». Ottavo giorno rientro in Italia. Il percorso non ha visto salite impegnative, massima quota un quasi mille, con pendenze non oltre il 6-7%; sono stati circa 7mila i metri di dislivello per un totale di 750 km percorsi. «Buona parte del viaggio - ricorda Lodi - si è svolta sulla costa, splendido il mare azzurro con sullo sfondo le innumerevoli isole. All’interno il paesaggio è più arido, i luoghi meno toccati dal turismo, con ancora segni del conflitto degli anni Novanta».

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