I Buskers fanno innamorare l’Aquila
I musicisti accolti dal calore della gente dopo le scosse notturne: siamo tutti sulla stessa barca. Castello in dono a Tagliani
L’AQUILA. Chitarre, violini, forse un'arpa e addirittura una tv a occupare il marciapiede tra i due pullman e l’Astra Hotel, in cui sono alloggiati i musicisti. I due direttori, Luigi Russo e Stefano Bottoni, si danno daffare per caricare gli ultimi borsoni. I Buskers partono per un inedito quanto evocativo tour all’Aquila e devono stare alla tabella di marcia: Tagliani e Maisto, sindaco e vice, arrivano alle 9.30, a motori accesi. Settantacinque passeggeri per 15 gruppi invitati, oltre a quelli che arriveranno autonomi in loco. La nottata ha riservato all’Aquila una scossa 2.8 e Roberta Galeotti, la responsabile in testa alla carovana, sgrana le pupille, ma non fiata; la notizia non sfiora i sedili e almeno sull’A14 si continua a riposare. Nei pressi di Rimini comincia a sentirsi Michal, violoncellista dei Cellostrada Quintet, tamburellare con le mani sul finestrino e intorno all’una si fa sosta in osteria. Ad attirare l’attenzione è il calcio balilla, che vede un Maisto tanto concentrato quanto vincente sulla pallina, capace di bruciare i buskers a suol di gol. Si riaffronta il cammino rifocillati e, intanto che gli Skarallaos programmano a bassa voce i pezzi per la serata: il sestetto spagnolo si esibirà dalle 21.30 in piazza Palazzo sull’angolo dei Quattro Cantoni, corrispondente al nostrano 4S. Girasoli a distesa tra le 16.30 e le 17 segnano a Giulianova le porte in fiore d’Abruzzo.
«Mi ha colpito subito Ferrara - ha raccontato Emanuele degli Itchy Teeth durante il tragitto - perché dimostra di investire le sue energie nell’arte e, pur non essendo grande quanto la mia Roma, sono 27 anni che crede nel Festival. E ho capito il motivo conoscendo le persone che la animano: sono genuinamente interessate, sia gli organizzatori sia i cittadini stessi». Esaltanti hanno risuonato le parole del bassista che da anni risiede nello stesso flat londinese con la sua band per vivere di musica, dopo avere lasciato Roma: «Avevo solo sentito parlare del Buskers, ma già dall’accoglienza dimostra un calore inaspettato, stasera all’Aquila ci faremo sentire - ha motivato Emanuele - Spero che una manifestazione del genere sia un segnale decisivo per rialzarsi». Gli aquilani potrebbero domandarsi come mai proprio gli artisti di strada e la risposta del bassista sarebbe che «siamo tutti sulla stessa barca, non ci sono più o meno famosi. È la situazione più equa e aperta possibile».
L’approdo all’Aquila è affettuoso in qualunque direzione: circa alle 18, nella piazzetta di fianco all’auditorium Enzo Piano sono i cani pelosi della città a correre incontro a Bottoni: mansueti, hanno fama di lasciarsi accarezzare, specialmente da chi porta festa. Tagliani e Maisto, nel frattempo, vengono abbracciati dal comitato ferrarese qui radicato, nei sorrisi di Roberto Cassoli e Francesco Portaluppi, fieri dell’unione armoniosa. Per ultimo il padrone di casa, il sindaco Cialente che, dalle scale dell’auditorium afferma convinto: «Credo che dei Buskers all’Aquila se ne parlerà in tutta Italia. Dobbiamo tenere i riflettori puntati qui, dove si sono spenti. Dopo cinque anni il Paese piano piano si è dimenticato - e insiste - alla maniera di una famiglia che ha subito un lutto. Ma noi non abbiamo bisogno di tale solitudine, bensì di ricevere i fondi per ricostruire, com'è stato per l’Emilia».
Matteo Bianchi
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