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«Non servono barriere, solo più cestini»

«Non servono barriere, solo più cestini»

I ragazzi contrari a recintare il sagrato del Duomo: «Il ritrovo in centro è una buona occasione per ravvivare la città»

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Movida di fine agosto, si temevano le inferriate o un accenno delle tali con quale provvedimento provvisorio. Non è stato così, è stato un mercoledì sera molto tranquillo coi ragazzi davanti al sagrato a bere e cantare come nel periodo delle lezioni universitarie. Qualche pattuglia dei carabinieri o della polizia municipale hanno fatto avanti e indietro onde evitare problemi, ma ancora il popolo della notte non è tornato a ranghi completi. L’Università sta riaprendo i battenti in questi giorni e il centinaio di giovani, i primi dopo le vacanze estive, non hanno dato adito a preoccupazioni o disagi di varia natura.

Da un’attenta analisi della serata, dalla mezzanotte all’una quando i ragazzi dai 18 ai 30 anni hanno fatto rientro nelle proprie abitazioni, scaturisce il fatto che non si vogliano recinzioni davanti al sagrato. Del resto, le persone interpellate sono le stesse che usufruiscono dei gradini o dei leoni del Duomo per sedersi o appoggiarsi tra una chiacchera e l’altra davanti a un bicchiere, rigorosamente di plastica, contenente liquidi prevalentemente alcolici. Non sballo, sia chiaro, perché si voglia la crisi, le scarse disponibilità economiche generalmente configurano gli studenti alle prese più con l’acquisto di libri o generi di prima necessità che all’approvvigionamento di sostanze psicotrope come gli alcolici, ma solo voglia di stare insieme a prendere una boccata d’aria fresca. Il caldo un po’ attenuato di mercoledì notte, del resto, lo permetteva.

«La cosa importante è che i giovani possano stare qui a passare una serata tranquilla e serena in compagnia – dice Stefano, studente di ingegneria -, secondo me, mettere inferriate o barriere davanti al sagrato della cattedrale è controproducenti per la città. Non ci sta l’inferriata, nessuno vuole creare problemi a uno dei monumenti storici di Ferrara».

Diplomatici gli studenti che preferiscono non fare polemiche e attenersi ai fatti della vita notturna. Viene anche scartata l’ipotesi che si possa andare altrove, ad esempio piazza Ariostea, per i prossimi raduni autunnali. «Serata tranquilla, tutto procede bene – dice Vittoria, studentessa universitaria -, ci divertiamo come giusto che sia. Ho bevuto solo una birretta per stare in compagnia e rinfrescarmi, siamo in centro del resto, se non lo facciamo in questo luogo della città, del resto, non sapremmo dove farlo».

Le forze dell’ordine, intanto, osservano da lontano che tutto proceda nel verso giusto. «Anche senza le inferriate, tutto procede bene – dice Davide, studente di Economia -, non vedo particolari disagi, siamo tutti di Economia o Giurisprudenza, ragazzi che studiano insomma. Non vedo particolari movimenti strani, nessun tipo di problema a parte la sporcizia lasciata da qualcuno. Ci vorrebbe un po’ di criterio, basterebbe un po’ di civiltà in più e operatori ecologici che passino anche durante le ore notturne a raccogliere l’immondizia». Anche gli studenti stranieri sono d’accordo con i colleghi italiani. «Penso che il mercoledì notte sia una buona occasione per ravvivare Ferrara – dice Alexis, studente di Giurisprudenza, originario di Bordeaux in Francia -, il piazzale davanti al Duomo è un buon posto d’incontro, è il motore dell’animazione a Ferrara, senza di quello sarebbe più complicato incontrarsi».

Il cerchio si chiude con altri pareri opposti alle inferriate davanti al sagrato. «Assolutamente contrario – dice Davide, studente ferrarese a Medicina -, non si può eliminare il ritrovo dei ragazzi. Inoltre, non si sporca così tanto, basterebbe qualche bidone della spazzatura in più per risolvere il problema. La movida, del resto, non ha mai disturbato nessuno».

Corrado Magnoni

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