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«Abbiamo calato i prezzi ma non sempre funziona»

«Abbiamo calato i prezzi ma non sempre funziona»

I commercianti del mercato del venerdì confermano la contrazione dei consumi I venditori ambulanti lamentano la crisi inasprita dalla pressione fiscale

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Il venerdì a Ferrara è giorno di mercato. Il centro storico si riempie. Al mattino presto, intorno alle 7 arrivano i commercianti, iniziano ad allestire i banchetti e ad esporre la mercanzia. Intorno alle 9 la gente comincia a fare lo slalom tra un ambulante e l'altro: scarpe, vestiti, biancheria intima, per la casa, bigiotteria, stoviglie, oggettistica. Ce n'è per tutti. Corso Martiri della Libertà, Corso Porta Reno, piazza Duomo e piazza Trento e Trieste diventano un tutt'uno. Intorno alle 11 il perimetro è saturo. Le persone che guardano, provano, tentennano, scelgono sono a centinaia ma, quante di queste alla fine comprano realmente? Poche. Ferrara è entrata in deflazione, in quanto la percentuale è diminuita dello 0,1% rispetto allo stesso mese del 2013, dove l'inflazione era invece al + 0,6%, e confrontando con il mese precedente (giugno) si è registrato un calo ancora maggiore, dello 0,3%. Significa che c'è stata una diminuzione generale dei prezzi. Abbiamo parlato con alcuni venditori ambulanti per avere da loro, che ogni giorno lavorano su una piazza diversa, un parere sulla situazione ferrarese. «Ho abbassato i prezzi di base del 20% circa, è l'unico modo per tirare un po' il fiato. Io - spiega Fabio Giusti - vendo principalmente biancheria e costumi, è facile immaginare come siano andate le cose quest'anno, anche a causa della stagione: a luglio i costumi avevano già i prezzi che solitamente hanno a fine agosto. Anche i negozi hanno ribassato molto tutto. Sono cresciute le spese e questo si ripercuote sia sul consumatore sia sul commerciante. Io vendo un prodotto di marca a prezzi bassi e grazie agli sconti riesco a portare a casa la giornata». Proseguendo sul Listone incontriamo Marco Bergamini. Lui lavora con cinture, portafogli, occhiali da sole, ornamenti floreali… È sulla piazza da 20 anni ed è scettico sul futuro: «Sono calati i prezzi e sono calate le vendite. Io non sempre riesco a portare a casa la giornata. La pressione fiscale è molto alta e non vedo margine di miglioramento». Su un banco dai mille colori sono esposte t-shirt, polo, camice e pantaloni. Una signora cerca quella che fa al caso suo, ne esamina alcune ma non è convinta: «Magari ripasso più tardi…», e se ne va. «Io ho calato i prezzi e alzato la qualità - afferma Claudio Ragazzi, che ha cominciato questo mestiere nel 1979 -, mi sono giocato queste carte qui. La gente purtroppo ha meno soldi da spendere e si cerca di andare in contro al cliente ma non è sempre facile». Anche Massimo Viola, trincerato dietro decine di scatole da scarpe, non vede segnali positivi anzi «sta andando tutto malissimo». A pochi metri dalla libreria Ibs.it c'è il banco di Ariola e Sidorela Vrenozi, due sorelle che arrivano da Vignola. «Le vendite sono calate ovunque, in tutte le piazze e noi di conseguenza abbiamo abbassato i prezzi. Inoltre - raccontano - sullo sconto gli acquirenti chiedono un ulteriore sconto. Quando possiamo cerchiamo di accontentarli, non vogliamo perdere clienti».

Samuele Govoni

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