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Rubano fiori al cimitero «Sono come le bestie»

Rubano fiori al cimitero «Sono come le bestie»

Rabbia a San Giuseppe per l’ennesimo atto d’inciviltà dentro al camposanto I cittadini infuriati condannano l’episodio: persone cattive senza alcuno scrupolo

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SAN GIUSEPPE. In questi ultimi giorni è tornato a galla un fenomeno, che sta destando sconcerto e indignazione, tra coloro che si recano a far visita ai cari estinti nel cimitero di San Giuseppe.

Dopo vari furti di rame sono tornati nel mirino dei ladri le piante e i fiori portati dai parenti sulle tombe dei defunti. «Sabato pomeriggio ho appoggiato davanti al loculo in cui riposa mia mamma – racconta con sgomento Susanna Grata – due piante e quando sono tornata ieri con gli annaffiatoi pieni d’acqua, ho scoperto che non c’erano più. È un gesto ignobile. Come si può rubare ad un defunto?».

Non è la prima volta che nel cimitero di San Giuseppe si registrano furti di piante e fiori, ma questa volta «chi ha rubato le piante, tra l’altro ingombranti – prosegue Susanna -, perché una era un ibiscus e l’altra, una grande bromeliacea con fiori gialli, deve aver pensato di farla franca, perché il loculo di mia mamma è vicino alla porta d’ingresso del cimitero e se le sarà portate a casa».

Molte sono le piante collocate in questo periodo ad abbellire loculi al piano terra, come in questo caso o tombe delle salme inumate o poste nelle cellette familiari, mentre i fiori vengono per lo più sostituiti da ornamenti in plastica o in lattice per evitare di appassire rapidamente.

Anche Antonella Bellagamba lamenta il furto di un vaso con un bellissimo anthurium dai fiori rossi.

«Lo avevo portato domenica sulla tomba dei miei nonni – riferisce Antonella ancora sconvolta per l’accaduto – mentre venivo al mare, perché abito a San Giovanni di Ostellato, ma è già sparito. Sfogandomi con altre persone qui al cimitero, ho scoperto tra l’altro che è successo anche ad altri».

La condanna di azioni così ignobili come i furti di piante con le quali si omaggiano i cari estinti è corale e, come sottolinea Susanna, «è giusto che la gente sappia che avvengono fatti del genere, che vanno paragonati ad atti vandalici gravissimi, che purtroppo ogni tanto si ripetono».

C’è chi ha già deciso di non portare più piante o fiori, e chi invece è convinto di non rassegnarsi davanti ai furti, «perché chi ha il coraggio di portarsi a casa le piante rubate ai morti, è una bestia che non merita nessuna considerazione – aggiunge Giovanni Farinelli - e anzi mi piacerebbe mettermi fuori dalla porta ad aspettare. Sicuramente a rubare sono persone senza scrupoli che vengono qui in pieno pomeriggio, quando non c’è nessuno».

Katia Romagnoli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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