Anziani, ecco i costi dell’assistenza
Cifre alte nelle rette mensili delle case di riposo che molto spesso costringono le famiglie a fare sacrifici economici
FERRARA. Tutte le statistiche confermano che negli ultimi decenni si è molto allungata l'aspettativa di vita: e anche i centenari sono sempre più numerosi.
Ma se da un lato questo risultato rappresenta un segnale di conforto, dall’altro ha creato problemi sia nelle famiglie di persone anziane non più autosufficienti oppure non più in grado di provvedere in modo completo a se stesso e preferisce ritirarsi in una struttura adeguata.
Così si entra in un mondo dalle tante sfaccettature dove si può trovare il servizio che copre tutte le esigenze ma con costi importanti che vanno inevitabilmente ad incidere in modo significativo sulla gestione della struttura e dove ci si può imbattere anche in attività che si avvicinano di più al modello di business. Per verificarlo basta consultare internet o un qualsiasi elenco telefonico per veder apparire un lungo elenco di case di riposo, residence per anziani o case famiglia presenti fra Ferrara e provincia.
Si potrebbe allora pensare che la concorrenza abbia agito sui costi abbassandoli ed invece, rivolgendosi al libero mercato (un terreno sul quale operano anche strutture pubbliche), le cifre possono essere molto alte. Ecco alcuni esempi raccolti consultando direttamente le Case Protette: presso Sistema Anziani di via Ripagrande, l’unica struttura del Comune presente in città per un mese si richiedono 2700 euro; la situazione non cambia molto presso il Residence Service di via Pomposa dove la retta è di 2550 euro che scendono a 2500 al S. Caterina di via Beethoven; alla Residenza Paradiso di via Saraceno la quota è di 81 euro al giorno, quindi circa 2430 euro al mese, a seconda dei giorni in cui viene fornito il servizio; ad Ostellato invece (esclusa la lavanderia) sono 2100, a Jolanda di Savoia sono tre le opportunità: 1550 casa famiglia, 1750 comunità alloggio, 2000 casa protetta.
Per risparmiare un po’ ci sono le case riposo gestite dalle suore: alla 'Betlem per chi soffre' 1960 euro, 1550 presso l’Opera Pia Braghini Rossetti di Barco. La quota richiesta è di 1500 euro/mese nella Casa Famiglia per anziani di Copparo in via 1° Maggio o ad Ambrogio e Coccanile (stessa gestione), 1700 invece a Codrea, Perché un posto si liberi è quasi sempre necessario che un ospite lasci la struttura, perché quasi tutte sono al completo. Sono proprio le lunghe liste d’attesa che costringono i familiari ad dover affrontare non di rado situazioni molto difficili e complicate, con l'assistenza domiciliare dell'anziano. In tanti si rivolgono al libero mercato che essendo “libero” può decidere i prezzi.
Se si ha abbastanza tempo per gestire l'assistenza in famiglia senza troppe difficoltà si può avviare un altro percorso, meno pesante per il portafoglio ma non certo più veloce: è la possibilità di ottenere il cosiddetto assegno di accompagnamento. In caso di patologie croniche gravi, il familiare del paziente da assistere può chiedere al medico curante di certificare il suo stato di salute all’Inps: con questo documento si potrà presentare la domanda per ricevere il contributo seguiti da un patronato.
Prima che l’apposita Commissione verifichi le condizioni del paziente passeranno però alcuni mesi, una volta ottenuto il sussidio si entrerà in una nuova lista d’attesa, questa volta per entrare in una struttura convenzionata. I tempi e le esigenze familiari, però, possono spingere una parte di questa domanda verso il privato. Altro percorso è assumere una badante regolare con tanto di contributi, ferie e giornate di riposo (che vanno coperte da un’altra assistente), ma il costo non è sempre compatibile con le risorse familiari. Ecco allora che una famiglia con stipendi normali di 1200 o 1400 euro può trovarsi nella condizione, per rendere più sostenibili gli ultimi anni di vita dei propri cari, di vendere la casa dei nonni, dare fondo ai propri risparmi o indebitarsi.
Margherita Goberti
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