Bene mais, soia e bietola
Il clima piovoso ha favorito la produzione in modo significativo
Il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali ha indetto una riunione con i rappresentanti della filiera cerealicola nazionale nella quale sono stati presentati i preventivi dei bilanci per l'anno in corso. A questo incontro ha partecipato anche Confagricoltura. Il clima estivo di quest'anno, particolarmente piovoso, ha sicuramente favorito coltivazioni come il mais, la soia e la bietola con previsioni di incrementi produttivi particolarmente significative. Secondo i dati Istat saranno più di 17 milioni le tonnellate di cereali disponibili in Italia per la campagna 2014 - 2015. In modo particolare, per quanto riguarda il grano duro, si evidenzia una produzione nazionale di 3.760.000 tonnellate mentre il grano tenero fa registrare 3.278.000 tonnellate e l'orzo si assesta su una produzione di circa 748.000 tonnellate. Questi dati devono essere incrociati con alcuni parametri mondiali a cui le commodities sono particolarmente vulnerabili; infatti, il Mipaaf sottolinea che le produzioni da primato attese a livello globale, sia dal punto di vista puramente quantitativo, sia in riferimento agli stocks esistenti, potrebbero determinare una flessione del prezzo di questi cereali. Dalle proiezioni presentate dal Ministero sull'andamento dei prezzi in Italia del primo semestre del 2014, si nota infatti un leggero ribasso generale. Il mercato del grano tenero panificabile, ad esempio, nella seconda settimana di luglio ha toccato quota inferiore ai 195 €/t. Stessa sorte per l'orzo e per il mais il quale, in lieve discesa, nella seconda settimana di luglio ha toccato la media di 190 €/t. Analogo discorso va fatto anche per la soia di cui l'Italia è il maggiore produttore a livello europeo assestando la propria quota sul 40-45% di tutta la produzione Ue. La stagione sta favorendo la produzione ma il mercato si dovrà confrontare con le grandissime produzioni targate Usa, Brasile e Argentina. Paesi questi che, da soli, fanno circa l'80% della produzione mondiale. Andamento in tensione, invece, per il grano duro i cui prezzi confermano il trend evolutivo per il quale tuttavia, è stata espressa qualche preoccupazione in ordine all'influenza di alcune variabili tra cui la merce importata da Paesi Terzi (soprattutto Canada).
Da considerare poi che le tensioni politiche internazionali potrebbero contribuire ad aumentare il clima di incertezza del mercato mondiale delle commodities. (a.t.)
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