Cartello anti-accattoni, le associazioni dalla parte del negoziante
Benasciutti (Confesercenti): «Quello di Goberti è un grido d’allarme. Va capito» Felloni (Ascom): «Tutta la città va coinvolta nel dibattito, senza falsi perbenismi»
FERRARA. «Un grido di allarme». «Una provocazione». Un «modo esasperato di porre l’accento su un problema con radici profonde, che non va liquidato nè banalizzato, ma affrontato dal punto di vista sociale prima ancora che economico».
All’indomani della decisione di Raffaele Goberti, direttore del Conad di via Garibaldi, di esporre all’ingresso del supermercato un cartello per invitare i clienti a “non elemosinare gli accattoni davanti al negozio”, le associazioni del commercio fanno quadrato attorno all’iniziativa «se questa può servire, anche attraverso un dibattito acceso, a rendere tutti più partecipi nei confronti della questione e contribuire - si augura il presidente dell’Ascom Giulio Felloni - al coinvolgimento di tutta la città senza finti perbenismi».
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.9799734:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2014/08/22/news/il-cartello-fuori-dal-negozio-non-date-soldi-agli-accattoni-1.9799734]]
Sulla stessa lunghezza d’onda il pensiero di Paolo Benasciutti, già consigliere comunale dei Comunisti Italiani, attuale presidente della Confesercenti e titolare nei punto vendita “Qui” di piazza Travaglio: «Conosco Goberti come una persona corretta e se ha preso questa posizione ne avrà avuto motivo. Come altri sta vivendo un momento di difficoltà del centro storico, uno stato di esasperazione che si manifesta quando si è stanchi di subire certi meccanismi. Goberti con la sua attività porta gente in centro storico, io lo stimo e va capito. Ferrara sta diventando una città appetibile non per turisti stranieri, ma per una altro genere di straniero. Dai parcheggi presidiati al commercio abusivo, la nostra città sta cambiando troppo in fretta. Quello di Goberti a mio avviso rappresenta prima di tutto un grido di allarme. Se poi non si vuol vedere il problema, questo è un altro discorso».
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.9804648:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2014/08/23/news/cartello-anti-mendicanti-l-assessore-serra-questione-da-discutere-con-i-commercianti-1.9804648]]
La questione, interviene ancora Giulio Felloni (Ascom), «va ben oltre “buoni” contro i “cattivi” ma ha radici più profonde e complesse. Dal punto di vista umanitario, sono dalla parte di chi soffre, ma al tempo stesso l’associazione che presiedo è impegnata con le forze dell’ordine, a contrastare l’abusivismo e coloro che lo incoraggiano».
La solidarietà, sottolinea, «è un valore indiscutibile, e non abbiamo dimenticato le sofferenze dei nostri migranti in America. Ma qui non si tratta di far vivere qualcuno con 20, 30 o 50 euro, si tratta di arrivare a una vera integrazione. Donare un euro non ci solleva l’anima, non ci mette a posto. Al contrario ritengo che l’impegno che molte persone dedicano al volontariato e all’associazionismo vada supportato dalle istituzioni. Questo non per delegare ma per dare alla volontà di fare del bene una forma strutturata e non estemporanea».
Da parte dell’Ascom, continua, «siamo i primi a essere disposti a far qualcosa di concreto per aiutare l’insediamento di nuove attività di chiunque abbia voglia di lavorare seriamente, nel rispetto delle regole. Chiunque sarà il benvenuto, la nostra associazione sarà sempre pronta a dare una mano. È questo il vero aiuto, mentre allungare 50 centesimi significa solo prolungare un’agonia».
È se è stato l’esempio di un commerciante di Catania a suggerire l’emulazione ferrarese, «certo non si può dire che Ferrara abbia gli stessi problemi di Catania - conclude Felloni - ma non si può negare che il fenomeno denunciato da Goberti stia assumendo dimensioni notevoli. L’altro giorno in via Bersaglieri del Po ho visto due persone completamente stese a terra con un cartello “Ho fame”. Ecco, spesso i veri bisognosi, i veri poveri, hanno anche una forte dignità. Poi ci sono le insistenze ai parcheggi, all’uscita con i carrelli... Nessuno chiude le porte in faccia a chi ha davvero bisogno, ma a volte è necessaria una provocazione per sollevare certi problemi».(a.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
