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«Il concerto di domani sarà una vera festa»

«Il concerto di domani sarà una vera festa»

Beppe Carletti presenta l’esibizione dei Nomadi a Sant’Agostino: «Solidali con le terre del sisma»

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SANT’AGOSTINO. Domani alle 21 i Nomadi si esibiranno al campo sportivo di Sant’Agostino. Il concerto o la festa, come preferisce definirlo Beppe Carletti (fondatore del gruppo insieme al compianto Augusto Daolio), ha richiamato da subito l’attenzione di molti fan e appassionati che assisteranno alla tappa ferrarese del gruppo, da mesi impegnato in un lungo tour in giro per tutta l’Italia. In attesa del loro arrivo nel Ferrarese abbiamo contattato proprio Carletti.

I Nomadi hanno superato i 50 anni di attività. Come si sente? «Benissimo. Il tour sta andando molto bene e l’album che abbiamo da poco pubblicato, “50+1”, è una raccolta di trentadue canzoni. Abbiamo reinterpretato i brani storici del gruppo e aggiunto due inediti. È un disco che racconta la nostra storia, che durerà nel tempo e che il nostro pubblico sta molto apprezzando».

Scegliere di fare un concerto a Sant’Agostino ha qualcosa a che vedere con il terremoto? «Questa tappa non è legata necessariamente al terremoto del 2012 anche se so che Sant’Agostino è stato uno dei Comuni più colpiti dal sisma. La mia più grande testimonianza di solidarietà e attenzione credo di averla data con il “Concerto per l’Emilia” (tenutosi allo stadio Dall’Ara di Bologna il 30 giugno 2012, ndr). In quell’occasione io e tanti colleghi abbiamo dimostrato tutta la nostra solidarietà e il nostro affetto per questa terra così duramente colpita».

Ci può dare qualche anticipazione sulla scaletta? «Fare una scaletta non è mai facile. Abbiamo alle spalle un repertorio di 300 canzoni e per raggiungere la tracklist definitiva occorre sempre un po’ di tempo. Cerchiamo di soddisfare le richieste ed essere all’altezza delle aspettative».

I vostri concerti, come dice lei, sono delle feste… «Quello che ci piace è proprio l’aria di festa che si respira. Noi non facciamo concerti, suoniamo e partecipiamo a una festa. Alle nostre serate vengono famiglie intere, è bello vedere ragazzini e giovani che cantano con noi canzoni di 40 anni fa. Un’emozione unica e impagabile che ci riempie di gioia”.

Samuele Govoni

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