Ma molti colleghi commercianti prendono le distanze
Ardizzoni (Metà): «Il cliente è liberissimo di scegliere» Musacci (Despar): «Sbagliato generalizzare, mi dissocio»
I negozianti del centro storico prendono le distanze dal cartello esposto nei giorni scorsi davanti al Conad City di via Garibaldi. "La direzione del supermercato invita i propri clienti a non elemosinare gli accattoni davanti al negozio. Il loro elemosinare gli permettere di raccogliere dai 60 ai 100 euro al giorno, tanto quanto un operaio specializzato italiano. Considerando un importo netto senza tasse. Grazie per la collaborazione".
Presto questo testo è rimbalzato su pagine Facebook scatenando un vero e proprio tam tam tra il popolo della rete, e non solo. Sono diversi i minimarket presenti nel cuore della città estense e la maggior parte dei titolari interpellati a riguardo si dissocia dal passo fatto da Raffaele Goberti, da trent'anni direttore del Conad City.
«Non si può esporre un cartello del genere, sono contrarissimo - afferma Matteo Musacci, responsabile del Despar di Corso Porta Reno e presidente della Fipe - Tra la gente che chiede l'elemosina ci sono tante persone che prima avevano un lavoro e che ora si trovano senza nulla, non è giusto generalizzare. Davanti al Despar c'è spesso una donna che chiede l'elemosina e quando capita sistema i carrelli, tiene pulito l'ingresso... Insomma, si dà da fare. A volte è successo anche a me di dover chiamare la vigilanza di quartiere per attenuare situazioni insistenti ma, detto questo, mi dissocio dal cartello».
Ieri pioveva e di mendicanti in giro per Ferrara se ne vedevano di meno perché «quando c'è da bagnarsi non si appostano davanti ai negozi», afferma qualcuno un po' maliziosamente.
«Che ci siano tante persone che per bisogno o per "mestiere" chiedono qualche spicciolo ai passanti ormai non è più in mistero. Questa non è - spiega Marco Ardizzoni, direttore del Metà di via Mazzini - una realtà solo ferrarese ma diffusa ovunque. Spesso accanto all'ingresso del market si appostano donne o uomini che chiedono l'elemosina ma non con insistenza. E poi il cliente è libero di scegliere se aiutare o meno l'avventore».
Anche in via Bersaglieri del Po, i responsabili dell'altro Metà, la pensano più o meno uguale: «Trovo il cartello di cattivo gusto e anche "pericoloso», potrebbe alimentare tensioni. Davanti al nostro negozio qualcuno si posiziona ma non disturba, non ci sono mai state lamentele… Nemmeno da parte della clientela».
Secondo i commercianti da noi intervistati dunque il cartello che invita "i clienti a non elemosinare", risulta essere eccessivo, di cattivo gusto e spesso inverosimile.
Samuele Govoni
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