Quando Ferrara si illumina di immenso
Con il Buskers Festival la magica atmosfera dei cantanti di strada ha riportato allegria nel centro storico con tanta gente
FERRARA. Sulle note di Rocky Balboa un rinnovato Stefano Bottoni dalla quiete dopo la tempesta pomeridiana, sale sulla pedana del direttore d'orchestra e con un semplice gesto apre la sinfonia della XXVII edizione del Ferrara Buskers Festival.
«Stefano è un uomo notoriamente fortunato - gli fa il verso scanzonato il sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani - e la piazza è sana, tiene bene».
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Un augurio piovuto tra la folla in piazza Duomo e per caso, mentre il fondatore della Rassegna del musicista di strada accoglieva un gruppetto di turisti svedesi. «È stata un'emozione trovarmi di fronte a sessanta orchestrali - ha aggiunto in coda Bottoni - con alle spalle il simbolo della mia città. Ferrara è diventata un meeting point per qualsiasi altra cultura», e non solo lei. Persino il capoluogo abruzzese ha spiegato le ali giovedì notte, quando davanti ai nostri occhi un ragazzo lo ha ringraziato lungo un vicolo: «Vi ringrazio perché questa sera L'Aquila è una città normale».
D'altronde, l'unico spirito con cui si consiglia di affrontare il Festival è la morbidezza; lasciarsi attraversare e letteralmente condurre dall'armonia dilagante. Come delle spugne che raccolgono arte e sensazioni senza porsi problemi di sorta. Ecco la ricetta per lasciarsi emozionare.
Sorprendente l'impatto che l'atmosfera ha suscitato sin da subito sui più piccoli arrivati in piazzetta della Luna, a pochi metri dall'esordio. Senza tralasciare la calca che ostruisce via Garibaldi, in estasi per i saliscendi classici del Cellostrada Quintet, scaldate le corde dei violoncelli. Le Rainbow Girls salutano il municipio con il loro country etnico e gli applausi scorrono sulle piastrelle rossastre fino alla facciata della cattedrale, dove Oh Peeta!! fanno ballare senza tregua. Addirittura la statua del Savonarola pare girarsi su di sé a tempo, a tempo con gli strumenti nei Neutral Ground Brass Brand. Tuba e trombone a parte, si attendono via via più curiosi gli ospiti mongoli, in grado di imitare gli strumenti con le corde vocali. Nonostante la temperatura si sia abbassata, il pubblico in tour del Buskers non si scoraggia e aumenta per il tramonto in centro storico.
Intanto Martina Sorghi, da anni nello staff della manifestazione, sostiene sorpresa siano passati al punto informazioni sul Listone tanto stranieri quasi quanti italiani. Ferrara ha aperto le porte a chiunque voglia partecipare all'aria di festa e, nel caso si voglia alternare alla musica qualcosa d'altro, la scelta non è quantificabile: si può andare dietro al ritmo e alle vesti avvolgenti di una milonga nella plaza del tango in piazzetta San Nicolò, o farsi leggere la mano in un istante da una chiromante e gli occhi da un poeta in via San Romano.
Nessun timore, non ci sarà spazio per la noia in questo fine agosto. L’importante però è rispettare il tempo. In tutti i sensi.
Matteo Bianchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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