«Tagli all’assistenza, estremismo leghista»
Bondeno. L’ex assessore Pancaldi critico sul blocco dei contributi sociali: «Danni gravissimi. Io avevo fatto da diga»
BONDENO. A Bondeno sta facendo discutere la scelta dell’Amministrazione comunale di bloccare improvvisamente i contributi sociali in favore dei soggetti seguiti dai servizi sociali, in attesa di rivedere il regolamento che ne detta le norme: sarà pronto a fine settembre. Un regolamento che, come detto dal sindaco Fabbri e dalla vice Coletti favorirà i residenti “storici” piuttosto che gli stranieri. Quello vecchio, datato 2005, era stato elaborato dall’allora assessore Luca Pancaldi, che oggi critica duramente la mossa della giunta di cui non fa più parte.
Pancaldi, sembra proprio che nel mirino sia finita la sua “creatura”.
«Guardi, non è tanto la mia persona che conta. Il problema sono le tante persone che a causa della scelta di stoppare i contributi stanno affrontando disagi fortissimi, gente che non ha granché voce per difendersi».
Ma di quante persone stiamo parlando?
«Quando dell’argomento me ne occupavo io, erano una cinquantina i soggetti coinvolti, assieme alle loro famiglie. Oggi sicuramente il numero è in crescita, visto il perdurare della crisi economica e le difficoltà dopo il sisma».
Che cosa imputa in particolare alla giunta?
«Una mossa del genere io non l’avrei mai fatta, in consiglio comunale mi farò sentire. Mi pare che l’improvvisazione sia stata tanta: con il vecchio regolamento, io avevo discusso con i sindacati e le parti sociali, adesso invece? Spero almeno che tutto si risolva presto, prima che Hera stacchi gli allacciamenti; perchè cosa dovremmo fare in quel caso, lasciare i bambini al freddo?»
Per l’amministrazione le vecchie regole sono datate e favorivano gli stranieri. Può darsi che qualche abuso ci sia stato?
«Che qualcuno, viste le regole, se ne approfitti, è fisiologico. Il punto è che questi sussidi hanno un impatto molto relativo rispetto alla mole di risorse mosse dai servizi sociali: quindi, economicamente, la cosa è poco giustificabile. Non vorrei poi che l’impostazione del prossimo regolamento attribuisse discrezionalità rispetto alla scelta di chi favorire con i contributi; ciò spetta agli assistenti sociali, non al politico, io non l’ho mai fatto. Il rischio altrimenti sarebbe quello di aiutare solo i propri “amici”».
Poi c’è la questione strettamente politica. L’assessore che ha preso il suo posto, Cristina Coletti, è di Forza Italia come lei.
«Si tratta di un assessore che, nel merito, non ha le competenze necessarie: così si rischia di procurare danni. Poi è evidente che siamo di fronte nel complesso a una logica leghista dalle derive estreme. Io a queste spinte ho sempre fatto argine; per anni sono stato una diga, tanto che qualcuno mi dava del comunista».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
