I soci a RovigoBanca «Non chiudete la nostra filiale»
Lo sportello chiuderà il 30 settembre I clienti amareggiati e delusi sperano in un ripensamento
GAMBULAGA. La decisione da parte della direzione di RovigoBanca di chiudere la e filiale di Gambulaga sta provocando vivaci proteste tra la popolazione della popolosa frazione portuense.
I clienti (ma pare non i soci) hanno ricevuto una lettera da parte della banca che ha sede a Rovigo, firmata dal direttore generale Ruggero Lucin, nella quale si avvisa la clientela che con decorrenza lunedì 30 settembre la filiale di Gambulaga cesserà l'attività.
Una decisione che viene motivata a causa della «perdurante criticità del contesto economico del Paese che impone anche a RovigoBanca una ristrutturazione aziendale mirata a razionalizzare l'attività operativa e a realizzare un contenimento dei costi». La banca informa che sarà possibile continuare il rapporto presso la filiale di Portomaggiore situata in via Verdi 23/c.
Rimarrà attivo lo sportello automatico per prelevare denaro contante tramite bancomat, In questi giorni il comitato soci e clienti della filiale di Gamulaga di RovigoBanca si sta mobilitando ed è stata inoltrata una lettera al presidente e al direttore generale della banca rodigina nellaa quale si afferma che la decisione ha suscitato «amarezza e delusione».
«Sono trascorsi più di 20 anni dall’apertura di questa filiale - è scritto nella lettera - avvenuta grazie ai soci fondatori, oggi a quota superiore a cento, ai quali si sono aggiunti nel tempo molti clienti ed il giro di affari è notevolmente aumentato e, a quanto risulta, non è un crollo nelle operazioni e negli investimenti che porta alla chiusura. Purtroppo si sta verificando ancora una volta che i paesi piccoli debbano sacrificarsi per incrementare le attività nei capoluoghi (in questo caso la filiale di Portomaggiore) e non c’è il minimo rispetto per chi da anni ha contribuito con i propri risparmi a mantenere attiva questa banca. Agendo così si toglie ai piccoli centri rurali un servizio di grande importanza sociale specie per le persone anziane che non dispongono di mezzi propri per spostarsi, ma il disagio riguarda tutti i clienti che con assiduità e costanza hanno usufruito di questo servizio. Continuando a chiudere attività e servizi nei piccoli centri si costringeranno le persone a trasferirsi nei capoluoghi così le zone rurali si svuotranno e diventeranno paesi fantasma. Suggeriamo una proposta per poter mantenere attivo il servizio bancario nella sede attuale: strutturare, pur se in piccolo, un ambiente accessibile ai soci ed ai clienti per evitare che molti di loro trasferiscano in altre banche o uffici postali i propri capitali».
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