La Nuova Ferrara

Ferrara

accattoni

Foro Boario, l'altra Conad: convivenza possibile

Il supermercato Conad di via Foro Boario
Il supermercato Conad di via Foro Boario

Una giovane mamma nomade è la beniamina dei clienti e personale. "Aiuta gli anziani con la spesa e anche per gli addetti è un punto di forza"

2 MINUTI DI LETTURA





Cartelli anti-accattonaggio in via Garibaldi, felice convivenza tra una giovane mamma nomade, i clienti e il personale in via Foro Boario. Conad contro Conad, verrebbe da dire paragonando il supermercato del centro e quello della periferia. Non proprio, corregge il tiro Isabella Fabbri, direttrice - oltre che del market di via Foro Boario - anche di quelli di viale Krasnodar e via Argine Ducale. E se non c’è parola di biasimo per il collega Raffaele Goberti, il contrasto tra le due realtà non può passare inosservato. Infatti ormai da anni una ragazza nomade, con garbo e buona volontà, ha saputo conquistare la simpatia e la fiducia di tutti al punto da diventare un punto di riferimento, oltre che un presenza familiare. «Guai se mancasse», non esita a dichiarare un’addetta alle casse. «È sempre pronta a mettere a posto i carrelli e ad aiutare i clienti con la spesa. Si rende utile e non dà fastidio a nessuno, anzi. E i clienti le lasciano qualcosa volentieri».
Ieri mattina la ragazza, madre di due bambini, era impegnata a rimettere a posto i cestini e all’occorrenza ad aiutare a imbustare la spesa.


«I clienti abituali la conoscono tutti - interviene la direttrice - Per alcuni è diventata un riferimento, al punto da chiedere di lei se non la vedono. Lei non si impone mai, ma si mette a disposizione dei clienti che chiedono il suo aiuto. Spesso accompagna le persone anziane alla bicicletta o alla macchina portando le buste della spesa che poi sistema nel cestino o nel baule dell’auto. Oppure aiuta le persone che non arrivano agli scaffali più alti a prendere i prodotti che servono. In cambio riceve qualche soldino e nessuno si è mai lamentato». Fabbri non lo dice esplicitamente, ma è chiaro che il “caso” del cartello anti-accattonaggio è stato motivo di imbarazzo per la catena Conad cittadina.

Al tempo stesso, non punta il dito contro il collega di via Garibaldi: «Credo che abbia agito spinto dall’esasperazione, lo conosco come una persona tranquilla e gentile. E bisogna dire che il problema che ha segnalato esiste. Detto questo, io un cartello del genere fuori dal supermercato non l’avrei mai messo, perché non fa parte della politica della Conad e perché trovo che sia sbagliato generalizzare. Anche in via Argine Ducale ci sono dei ragazzi che aspettano fuori nel parcheggio e chiedono qualcosa ai clienti che ripongono il carrello. Ma se questo avviene senza aggressività o molestia non vedo come possa nuocere e infatti non mi risulta che siano mai arrivate lamentele al proposito».<QM>(a.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google