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il caso della badante uccisa a roma

L’associazione Nadiya parte civile nell’omicidio

L’associazione Nadiya parte civile nell’omicidio

L'Associazione Nadiya Ferrara, che assiste e tutela badanti e colf straniere, quasi tutte provenienti dai paesi dell'ex area sovietica, si costituirà parte civile nel caso dell'omicidio della donna...

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L'Associazione Nadiya Ferrara, che assiste e tutela badanti e colf straniere, quasi tutte provenienti dai paesi dell'ex area sovietica, si costituirà parte civile nel caso dell'omicidio della donna ucraina di 38 anni, Oksana Martseniuk, uccisa a Roma nella villa dove lavorava come colf da Federico Leonelli. «La nostra associazione - informa Roberto Marchetti, fondatore e portavoce - si costituirà parte civile, qualora non provvedano altre istituzioni in Roma, in quanto riteniamo giusto che la famiglia dell'assassino debba sostenere tutte le spese, non solo del funerale, ma anche di mantenimento dei famigliari della vittima, povere persone a cui, oltre il dolore per il dramma, si vedrà interrotta la probabile unica fonte di sostentamento».

L'associazione in una nota stampa spiega che «rileggendo in tutto il suo orrore, la notizia della uccisione con decapitazione della colf ucraina a Roma, la nostra associazione è fermamente convinta che l'efferato omicidio sia frutto di un doppio affronto 'machistà dello squilibrato: primo perchè essendo donna, vista come 'donna oggettò ma, ed è altrettanto grave, perchè discriminatoria in quanto straniera, e quindi probabilmente con meno valore nella sua 'gerarchià mentale di machista».

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