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tagliani replica a goberti

«Lei ha dato nuova linfa a intolleranza e conflittualità»

TIZIANO TAGLIANI*
«Lei ha dato nuova linfa a intolleranza e conflittualità»

TIZIANO TAGLIANI* Egregio Sig. Goberti, non intendo certo convincerLa, rimanga pure della Sua idea che io rimango della mia, la Sua è una iniziativa non stupida come lei afferma, ma INCIVILE che...

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TIZIANO TAGLIANI*

Egregio Sig. Goberti,

non intendo certo convincerLa, rimanga pure della Sua idea che io rimango della mia, la Sua è una iniziativa non stupida come lei afferma, ma INCIVILE che porta un po’ di pubblicità al suo locale e a qualche politico in cerca di gloria dopo le sconfitte primaverili.

In primo luogo le ricordo che l’accattonaggio non è più reato dal 1995 quando la Corte Costituzionale di fatto ha abrogato l’articolo 670 del codice penale, ora se bastasse un regolamento e quindi una norma, magari supportata da una contravvenzione elevata ovviamente dai Vigili urbani, non esistono infatti altre ipotesi legalmente percorribili, qualche collega molto più intelligente di me l’avrebbe già adottata e non ci sarebbero accattoni a Ferrara come a Roma o a Calcutta, si guardi intorno e si risponda: solo nella Corea del Nord non ci sono accattoni.

Purtroppo il Suo bel cartello non dice nulla di nuovo, la situazione la conosciamo tutti e bene, certo meglio di Lei che non ha la “fortuna” di incontrare quotidianamente il dramma del bisogno delle famiglie e dei singoli; Lei ha contribuito certo ad esacerbare i toni, ad aggiungere con il contributo sempre solerte della stampa in questi casi, nuova linfa al conflittualità, alla intolleranza e all'odio fra le persone, faccio i miei complimenti a Lei e a tutti coloro che vogliono fare di Ferrara il faro di una nuova guerra fra poveri.

Lo rimetta pure quel cartello se crede che risolva il problema. Io non ne sento il bisogno, non cadrò nella ipocrita tentazione di elevare inutili contravvenzioni a disgraziati, nullatenenti, gravando di costi inutili l’attività di una Polizia Municipale, chiamata ad affrontare situazioni ben più serie in città e sulle quali domani o dopo le locandine dei giornali archiviata la “querelle del cartello” mi chiameranno a giudizio.

Se poi, come leggo nella Sua lettera e in quella del collega Giorgio Falciano, il tizio seduto davanti al negozio fosse vittima del “racket degli accattoni”, con sistematico sfruttamento delle persone - circostanza questa a me ignota - sappia che ho dato copia della rassegna stampa al Procuratore della Repubblica, al Questore ed al Comandante dei Carabinieri affinché accertino se quello che dite è vero e prendano i provvedimenti opportuni. *Sindaco del Comune

di Ferrara

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