«Anche i gazebo in piazza fanno vivere il Festival»
Il direttore amministrativo Gigi Russo: «Un terzo delle risorse è pubblico Il resto proviene da convenzioni, sponsor, gadget e i punti di ristoro»
Turisti o ferraresi che siano, di sicuro tutti quelli che attraversano i totem all'ingresso del Buskers Festival si saranno domandati quante monete cadono sul fondo delle famigerate porte: si oscilla tra i 27 e i 28mila euro, facendo riferimento al bilancio trascorso.
«Complessivamente le risorse per la manifestazione - ci ha illustrato Luigi Russo - sfiorano i 400mila euro, considerando che i fondi propriamente pubblici si suddividono tra 60mila dal Comune, 35mila dalla Regione, 20mila dal Mibact e 5mila dalla Provincia; ai quali sommo anche i 40mila che Hera ci ha messo a disposizione per la partnership e i progetti sviluppati insieme».
Quindi a circa un terzo del carburante (155mila euro su 400mila) ammontano le energie di emanazione collettiva, «i restanti siamo efficaci noi a raccoglierli, grazie a convenzioni con gli alberghi, sponsor privati e iniziative collaterali quali il merchandising legato ai gadget», ha specificato il direttore organizzativo. Il budget a disposizione dell'edizione precedente, comunque, rimane sotto gli occhi di chi volesse accertarsene nella sezione "documenti" del sito www.ferrarabuskers.com.
A dimostrazione che le porte del Festival lo sostengono letteralmente, si aggiunge «la trovata dei gratta&vinci - ha proseguito Russo - che incassa intorno ai 10mila euro, senza tralasciare i 6mila dei piccoli sponsor in loco. Fondamentale l'apporto dei gazebo tanto vituperati sulla piazza che, tra quello che ci riconosce il gestore Campana e l'esclusiva concessa ad alcune etichette birraie, cioè Nastro Azzurro e MondoBirra, producono tra i 60 e i 70mila euro. Una cifra importante, e non voglio fare polemica, privati della quale non si farebbe il festival da anni».
Per di più la tipologia degli sponsor coinvolti è stato calibrata, ad esempio il Consorzio di Tutela del Riso del Delta del Po, partner insieme alla Strada dei Vini e dei Sapori.
Gli accordi strategici del Buskers, tuttavia, coprono una spesa assai inferiore a eventi stranieri di pari entità e afflusso, ma di durata minore; così quello di Aurillac in Francia o di Tarrega in Spagna, che pesano sulle tasche degli organizzatori dal milione al milione e mezzo. «Non ci lamentiamo affatto del rapporto con i commercianti del centro - ha aggiunto Luigi Russo - anzi l'aumento costante delle presenze che si possono spuntare sulla mappa mi dà ottimismo in previsione di una città via via più coesa e favorevole».
«In particolare - conclude Russo - sono orgoglioso che tra il 25 e il 30 per cento dei visitatori dichiari annualmente di non essere stato prima a Ferrara, nei riguardi di un luogo meraviglioso a cui dobbiamo tanto».
Matteo Bianchi
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