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Chiude l’asilo nido Famiglie in rivolta

Chiude l’asilo nido Famiglie in rivolta

Ariano, la decisione della Fondazione Braghini-Rossetti Luca Mainardi: «La maggioranza si è mossa tardivamente»

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ARIANO FERRARESE. Brutta sorpresa per i cittadini di Ariano martedì mattina davanti all'asilo del paese: comunicazione di chiusura della struttura. «A fine giugno - spiega il consigliere comunale d'opposizione Luca Mainardi - la Fondazione Braghini Rossetti, che gestiva il nido e la materna di Ariano Ferrarese, comunica con un cartello un aumento di 30 euro delle rette. La maggior parte dei genitori della materna, indispettiti dalle modalità con cui era stata presa questa decisione, aveva deciso di portare i figli altrove. Avvisata l'amministrazione comunale di Mesola, si tiene un incontro con la Fondazione che comunica di dover chiudere la materna nel caso in cui i bimbi vengano trasferiti altrove ma che il nido rimarrà aperto con i suoi oltre 20 iscritti. Circa due settimane fa - prosegue Mainardi - relativamente alla notizia informale che anche il nido avrebbe chiuso, contatto il sindaco, il vice e gli assessori competenti che sono disposti ad aumentare il contributo da 4.000 a 6.000 euro e a prendersi carico di alcuni lavori di manutenzione dell'importo di circa 2.000 euro a patto che, in accordo con la Fondazione, i bimbi della materna tornino ad Ariano, almeno in 15, e non ci siano più di 8 iscrizioni al nido. Condizioni queste inaccettabili, non possono esserci discriminazioni di questo tipo. A questo punto, il parroco di Ariano prova un ultimo tentativo con la Fondazione, con i genitori disposti ad aumentare la retta pur di mantenere il servizio. Lunedì sera dopo esseresi riunita, la Fondazione ha deciso per la chiusura totale. Un'amministrazione più attenta - continua Mainardi - avrebbe dovuto prendersi carico del problema in modo più serio e tempestivo visto che ha avuto due mesi per attivarsi. Tenendo presente inoltre che la frazione di Ariano è la più lontana dall'unico nido comunale che si trova a Bosco Mesola, l’amministrazione avrebbe dovuto lottare con tutte le forze o partecipare in maniera più incisiva. Non sono state salvaguardate le esigenze di quelle oltre 20 famiglie che si trovano a piedi a fine agosto. Inutile contestare anche il comportamento inaccettabile della fondazione - chiosa il consigliere di minoranza (lista Creare Futuro) -, che dichiarava che non ci sarebbero state altre chiusure oltre a quella della scuola Barbieri di Ferrara. Questa chiusura si aggiunge alla lista dei servizi pietosi della nostra frazione. E tre persone che lavoravano nella scuola perderanno il posto».

Lorenzo Gatti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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