L’offerta punta tutto sull’essai Appuntamento al 3 settembre
«La nuova stagione della Sala Boldini - speiga Roberto “Bobo” Roversi - inizierà mercoledì 3 settembre con una piccola sorpresa, con preapertura, che spero sarà gradita, e inizierà la sua...
«La nuova stagione della Sala Boldini - speiga Roberto “Bobo” Roversi - inizierà mercoledì 3 settembre con una piccola sorpresa, con preapertura, che spero sarà gradita, e inizierà la sua programmazione regolare il giorno successivo.
L'offerta non si discosterà da quella “storica”: film premiati ai principali festival internazionali, proposte d'essai, anche ostiche ma sempre intellettualmente stimolanti, un occhio di riguardo per il documentario o, come sarebbe più corretto dire, per la “non-fiction”, film restaurati, incontri con gli autori, scouting di registi ancora poco noti, presentazione dei migliori lavori prodotti nel nostro territorio.
Sicuramente ripeteremo il fortunato esperimento di aggiungere, a quelle consuete, due proiezioni pomeridiane, alle ore 18, il sabato e la domenica e di proporre almeno due proiezioni settimanali in versione originale con sottotitoli italiani.
Sotto un profilo più generale, credo che questa stagione sarà cruciale per l'intera industria cinematografica italiana. Nel senso che sarà interessante capire come e quanto il cinema in sala saprà resistere all'attacco concentrico portato dal web, dal cosiddetto VOD (Video on Demand) e dalle nuove modalità di fruizione pay per view.
L'imminente sbarco di Netflix (che ha già oltrepassato i 36 milioni di abbonati solo negli Usa) e l'enorme successo di eccellenti serie televisive quali Homeland, Orange is the New Black, Fargo o True Detective hanno accelerato la nascita e la crescita di piattaforme alternative di contenuti, dalla neonata Sky Atlantic all'offerta free/pay di Mymovies.it. Se autori come Scorsese e Fincher si sono convertiti alla serialità televisiva, significa che canali come HBO, Sundance TV e lo stesso Netflix assicurano assoluta libertà creativa, grossi budget e una platea di milioni di spettatori.
La scommessa del cinema è, in buona sostanza, quella di strappare i potenziali spettatori dal divano e portarli in sala. Non sarà semplice».
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