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«Studi di settore e Tari da rivedere subito»

«Studi di settore e Tari da rivedere subito»

Assobalneari scrive a Gasparri, vicepresidente del Senato, una lettera accorata I danni da maltempo sono tangibili per tutta la categoria e urgono interventi

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LIDO ESTENSI. Un intervento a livello nazionale che potrebbe ripercuotersi positivamente anche sugli operatori della costa comacchiese.

È una lettera accorata, quella che Fabrizio Licordari di Assobalneari Italia ha scritto a Maurizio Gasparri, quale vicepresidente del Senato, altissima carica istituzionale, per sottoporre alla sua attenzione la gravosa situazione che ha colpito il comparto turistico balneare nazionale.

«Oltre alle questioni relative alla Direttiva Servizi della Comunità Europea, che ti vedono in prima fila al nostro fianco per trovare una soluzione che possa ridare fiducia e certezze al nostro settore, oggi - entra nel cuore della questione Licordari - ci troviamo ad affrontare anche, nostro malgrado, l'emergenza maltempo. Quanto avvenuto sulla costa ligure in queste ultime ore, con gravissimi danni alle strutture turistiche, è il picco di una stagione che, oltre ad essere influenzata negativamente dalla crisi economica, è stata caratterizzata da un perdurante maltempo, che ha danneggiato irrimediabilmente l’andamento economico».

Basti pensare che nel mese di giugno su 5 weekend 4 sono stati di maltempo e a luglio 3 su 4 sono stati caratterizzati da piogge, vento e diminuzione della temperatura su tutta la nostra Penisola e così anche nelle giornate infrasettimanali, tanto che, almeno sulla costa comacchiese, si sono contati solamente 8 giorni di sole pieno dall’alba al tramonto: «Speravamo - prosegue Licordari - almeno in un miglioramento ad agosto, ma non si è verificato. Anzi, spiagge semideserte e ombrelloni chiusi è quanto si è visto sia sul Tirreno che sull’Adriatico che sullo Ionio».

Ovvio e conseguente il danno economico per le 30.000 imprese balneari italiane, per svariati milioni di euro: «Voglio richiamare la tua attenzione, perciò, sugli aspetti relativi agli studi di settore, che oggi non considerano né il parametro climatico, né quello della qualità ambientale, la Tari (tassa sui rifiuti), per un’applicazione delle tariffe in base ai giorni in cui realmente sono stati prodotti i rifiuti».

Licordari chiede quindi che venga inserito nel nuovo studio di settore riguardante gli stabilimenti balneari il parametro relativo alle condizioni metereologiche effettive.

L’altro aspetto è quello relativo alla Tari, «che in molti Comuni costieri viene applicata in modo inadeguato. Oggi, più che mai, le tariffe dovrebbero essere applicate per i soli giorni di effettiva produzione dei rifiuti, che nel caso di maltempo sono inesistenti o comunque di molto ridotti rispetto alle giornate di buon tempo, con la normale affluenza di bagnanti. Ma la tariffa dovrebbe riguardare anche le sole porzioni di arenile effettivamente occupate da ombrelloni e/o tende e non indiscriminatamente tutta l'area in concessione, in applicazione del principio comunitario “chi inquina paga”».

E il rappresentante di Assobalneari conclude: « Sono certo che queste nostre considerazioni saranno motivo di una tua attenta valutazione per un’efficace azione nei confronti del Governo, al quale richiediamo una particolare attenzione su un settore produttivo di primaria importanza per l’economia del Paese, che versa in una situazione di manifesta difficoltà, sia a seguito di norme europee che oggi del maltempo».

Una patata bollente per il senatore Gasparri: ora si attende la sua risposta.

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