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LA POLEMICA

Funerali a piedi vietati: i parroci si dividono

di Maurizio Barbieri
Funerali a piedi vietati: i parroci si dividono

Le reazioni dei sacerdoti dopo le esternazioni del prete di Bosco Mesola Per alcuni vanno aboliti, per altri invece sono una bella tradizione

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MESOLA. Ha suscitato molte reazioni, non solo tra i fedeli, quanto affermato da don Francesco Garbellini, parroco di Bosco Mesola, Goro e Monticelli, secondo il quale durante i funerali la gente è distratta ed anche per questo motivo ha messo al bando i cortei a piedi. I feretri si accompagnano solo in auto e, più in generale, ha denunciato un distacco dei fedeli nei confronti della chiesa. Abbiamo raccolto i pareri di alcuni parroci sulla deliata vicenda: «Sono solidale nella sostanza ma nella forma usata per dirlo dissento da don Francesco - afferma don Luigi Coradin, 77 anni, che amministra le parrocchie di Mesola e Massenzatica - penso che sia necessario abolire i cortei a piedi o in bici ma non perché la gente sia troppo distratta ma per una questione di praticità. Nelle parrocchie che amministro, Mesola e Massenzatica, vado sempre in auto in quanto ho un ginocchio malandato. La gente ha capito e non ho mai avuto problemi. Qui nella stragrande maggioranza ci sono persone sensibili e rispettose».

Don Piergiorgio Mancin, 69 anni, ha sostituito don Francesco Garbellini nella gestione delle parrocchie di Ambrogio e Coccanile. «La fotografia fatta da don Francesco è realistica. La nostra funzione deve essere costruttiva ovvero lavorare affinchè quel poco che c’è aumenti. Più che la denuncia dobbiamo coltivare quel poco che c’è aumenti, coltivare il poco che c’è per farlo crescere. Condivido le sottolineature ma direi che dobbiamo cercare di essere positivi, educatori e non fustigatori».

Don Paolo Paccagnella, 69 anni, l’1 ottobre festeggerà 25 anni di sacerdozio nella parrocchia di Gorino (amministra anche quella di Gorino Veneto) e afferma: «Fedeli distratti? Lo sono anche i ragazzi a scuola o chi va ad assistere ad un concerto. I cortei a piedi o in bici possono creare problemi di traffico, questo sì. Piuttosto è molto diversa la mentalità esistente tra Gorino Ferrarese e Gorino Veneto. In quest’ultimo minuscolo paese c’è maggior partecipazione. Si vede eccome che siamo in Veneto».

Don Ruggero Lucca, 68 anni, da 13 anni è parroco di San Giuseppe di Comacchio ma anche delle parrocchie dei lidi Scacchi e Pomposa. «Qui i funerali li faccio ancora a piedi. C’è una buona frequenza a tutte le iniziative parrocchiali che facciamo. Non noto problemi particolari».

Infine don Raimond Ekanga, congolese, dal novembre dello scorso anno parroco di Mezzogoro e Torbiera dopo 14 anni trascorsi nella parrocchia di San Giacomo in via Arginone a Ferrara. «Non ho avuto problemi. Penso che i funerali a piedi siano una bella tradizione. La gente partecipa alle iniziative».

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