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La musica arriva anche oltre le sbarre

La musica arriva anche oltre le sbarre

Le canzoni partenopee e lo ska fanno ballare in carcere inservienti e detenuti. Il sindaco: «Impossibile stare fermi»

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La magia della musica dei Buskers non ha deluso nemmeno in carcere: ieri mattina gli Ars Nova Napoli e gli Skarallaos, due dei gruppi invitati al Ferrara Buskers Festival hanno suonato per circa un centinaio di detenuti nella piccola sala del teatro del carcere, appena ritornata agibile dopo il terremoto. I musicisti sono stati accolti dalle parole di ringraziamento di rito della direttrice, Carmela di Lorenzo, del sindaco Tagliani e del direttore organizzativo del Festival, Luigi Russo. «Sono molto emozionata - ha esordito con gioia la di Lorenzo - questa iniziativa è possibile grazie al lavoro in sinergia del comune e della direzione organizzativa del carcere, spero che i due gruppi, che ci onorano oggi con la loro musica, possano donarci un'atmosfera di allegria e spensieratezza». Russo e Tagliani hanno sottolineato invece l'attenzione e la disponibilità degli artisti al sociale, e si augurano che la politica di apertura alla città portata avanti finora nella casa circondariale possa continuare. Gli Ars Nova Napoli dopo pochi minuti guadagnano il palco, e a loro agio più che mai cominciano a riscaldare l'atmosfera con le canzoni della tradizione partenopea. I detenuti battono le mani a tempo, i loro visi si sciolgono in sorrisi, e la trascinante musica degli Ars Nova coinvolge tutto il pubblico, «è impossibile star fermi», dice Tagliani. Dopo una tarantella del '600 e una ritmata Madonna delle Grazie, la performance raggiunge il suo apice con la loro divertentissima versione di Tu vo' fa' l'americano, comprensiva di uno Stefano Bottoni al tamburello, chiamato al fianco della solare band napoletana. Un paio di altre canzoni, e gli artisti, le guardie, gli inservienti, i carcerati, e tutto lo staff ballano insieme: gli Ars Nova scendono dal palco e, senza smettere di suonare, passano tra le braccia levate in alto dei detenuti, che non si stancano di incitarli. Gli Skarallaos non sono certo da meno: i testi sono in spagnolo, ma i ragazzi urlano a forti ritmi ska il loro messaggio umano e umanitario, mettendo in gioco tutta la loro energia e anche stavolta non si può proprio resistere a gettarsi nel vortice della band galiziana. Gli artisti davvero agiscono Sin fronteras, così come racconta il loro ultimo album, non si percepisce nessuna distanza, e alla fine del loro ultimo pezzo, i detenuti applaudono intensamente e senza risparmiarsi anche i travolgenti musicisti spagnoli. Concluso il concerto, l'opinione è una sola in tutta la sala: l'esperienza è stata senza dubbio un altro grande successo del Ferrara Buskers Festival.

Irene Lodi

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