Calvano: «Sarà un bel confronto, io sto con Bonaccini»
Il passo avanti di Bonaccini, che dopo tanto penare ha deciso di candidarsi alle primarie per la Regione, viene salutato con favore anche da uno che non lo voterà come Luigi Marattin: «Ci ha messo un...
Il passo avanti di Bonaccini, che dopo tanto penare ha deciso di candidarsi alle primarie per la Regione, viene salutato con favore anche da uno che non lo voterà come Luigi Marattin: «Ci ha messo un po’ a decidersi, ma sono contentissimo. Per la prima volta sarà una sfida vera, per la prima volta chi si schiera da una certa parte non sarò più visto come un appestato. Qui da noi la candidatura di Richetti va forte: siamo già a 16 comitati fra Ferrara e provincia. È lui che rappresenta il cambiamento, che può davvero cambiare verso come dimostrano le posizioni sui servizi locali pubblici, il welfare, la fomazione».
Anche Marcella Zappaterra si dice «contentissima che si facciano le primarie e che sia saltato l’accordone» su Daniele Manca. «Io - dice la presidente della Provincia - sono convinta che queste primarie rafforzeranno il Pd più di un qualsiasi accordo fatto nel chiuso di una stanza». Zappaterra si augura che vi siano numerosi candidati, ma ritiene che la partita vera sia tra Richetti e Bonaccini: «Entrambi possono portare in Regione il cambiamento. Questo confronto-scontro tra renziani archivia anche il dibattito su renziani della prima e seconda ora. Adesso tutti devono far valere le proposte, le idee, si va alla sostanza». E Zappaterra va al dunque: «Ho grande stima di Richetti ma lo conosco solo superficialmente. Con Bonaccini ho avuto più occasioni di confronto e sono più in sintonia con lui».
Alessandro Bratti, da leader degli Ecodem, guarda a Balzani e a Bonaccini: «Come ecologisti sono loro i nostri due punti di riferimento». Ma li aspetta al varco dei nomi per la futura giunta: «L’epoca dei soli programmi è finita» avverte il deputato. Personalmente ha una preferenza: «Ho ottimo rapporti con Bonaccini, fin dai tempi dei referendum sui servizi pubblici locali. quando ci schierammo per i 4 sì e vincemmo. Ora deve esplicitare bene la sua proposta per il governo della Regione».
Non ha esitazioni il sindaco di Cento Piero Lodi: «L’ho verificato come segretario regionale e ne ho tratto un’ottima opinione. Bonaccini ha fatto anche l’assessore a Modena e sa cosa vuol dire amministrare».
Voterà anche chi renziano non è, come Massimo Buriani: «Allo stato delle cose propenderi per Bianchi, che ha fatto conoscere una sua idea di Regione che trovo convincente. Aspetto di conoscere le proposte di Bonaccini per valutarle». Nel caso Bianchi facesse un passo indietro, Buriani non avrebbe dubbi: «Starei con Bonaccini. La cosa certa è che non aderirò mai ai comitati per Richetti».
Forse finirà per votare Bonaccini anche Sergio Caselli (che come Buriani stette prima con Bersani e poi con Cuperlo), ma il suo voto non è scontato: «Francamente non ho ancora capito la differenza tra Richetti e Bonaccini. Sono tutti e due stretti collaboratopri di Renzi e fin qui ci siamo. Ma cosa propongono? Quali idee, quali valori? Se vi sono in campo opzioni politiche diverse hanno senso diversi candidati, ma se tutto si riduce a tattica....Diteci cosa volete, cari bravi ragazzi, e ci aiuterete anche a scegliere».
Patrizia Micai, avvocato di Bondeno, di dubbi non ne ha. Ha sposato in pieno la causa di Patrizio Bianchi e insieme ad altri ha già dato vita a un comitato a sostegno dell’assessore regionale ed ex rettore dell’Università di Ferrara, all’interno della quale Bianchi pesca altri consensi. Come quello di Gianfranco Franz, che dalle pagine di Facebook invita a rompere gli indugi: «Mentre si assiste al silenzio più totale dei candidati non candidati, che si presentano, si ritirano, avanzano e indietreggiano, attenti solo al posizionamento personale, noi del #cantieredellepolitiche lavoriamo al programma di Patrizio Bianchi».
Il consigliere regionale Roberto Montanari voterà per Bonaccini: «Ho stima per tutti i candidati, ma trovo che Stefano sia il più attrezzato per le tre innovazioni che servono all’Emilia Romagna: generazionale, politica e programmatica. Una nuova generazione deve prendere il timone, si deve discutere di contenuti, ma anche di rinnovamento della politica e di nuovo stile di governo. I cittadini devono contare per scegliere il proprio futuro e possono cominciare da queste che saranno vere primarie».
A Ferrara nessuno di fila la modenese Palma Costi, nè si hanno notizie di comitati pro Balzani, ex sindaco di Forlì.
Tiziano Tagliani, che si era speso per Manca - ora uscito di scena - sta mettendo a punto insieme ai sindaci delle città capoluogo un documento da sottoporre ai candidati alle primarie.
Marcello Pradarelli
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