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Il sindaco: «Va aiutato chi sta alle regole»

Il sindaco: «Va aiutato chi sta alle regole»

Tagliani contro la “cultura del rancore”. E i mendicanti molesti? «Quelli vanno perseguiti». «Attenti alla guerra tra poveri»

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All’apparizione del cartello venerdì scorso in via Garibaldi, non ha usato mezzi termini. Il sindaco Tagliani ha marchiato a fuoco l’iniziativa del titolare del supermercato Conad definendola incivile. Con questa intervista il primo cittadino torna alla carica e spiega il suo rigore rispetto a un “invito a non elimosinare”. Il sindaco dice che chi sta alle regole va aiutato, mentre va perseguito l’accattone molesto (l’esempio casca sui parcheggi). Infine, Tagliani detta la frase che scriverebbe sul suo cartello da esporre in via Garibaldi.

Il cartello esposto davanti al Conad che invitava a “non elemosinare” gli accattoni l’ha fatta inalberare. Lei ha indicato come il vero problema l’accattonaggio molesto nei parcheggi. Ci sono mendicanti e mendicanti?

«Certo. Ci sono i poveri che chiedono la elemosina davanti alle nuove chiese del consumo che sono i supermercati e ci sono persone che a prescindere dalla loro situazione personale di bisogno minacciano in varie forme o molestano il prossimo di fatto obbligandolo a dare, è una distinzione che ho fatto subito e che va fatta, come va respinta la semplificazione ottusa che afferma che i mendicanti girano in Mercedes ed hanno la casa del Comune, sono mistificazioni che alimentano la cultura del rancore: il cancro della convivenza sociale».

Mendicanti da esaminare a soggetto? Esistono quindi categorie, razze e caratteri della mendicità? Per una parte serve l’ordine pubblico, per l’altra la fioritura della solidarietà?

«Intanto ci sono persone, tutte con la loro dignità, piazzare un cartello davanti alla faccia di una persona scrivendo a tutti che questi, è un approfittatore senza sapere neppure come si chiama è un atto che io non posso tollerare: chi sta alle regole non va offeso, ma aiutato se possibile, chi non sta alle regole ma ne approfitta va invece perseguito, è persino una ovvietà».

Non spetta anche ai vigili urbani, quindi al Comune, una forma di controllo della situazione ai parcheggi?

«E chi crede che, agendo in borghese, di sera in diverse occasioni, abbia consentito ai carabinieri di effettuare arresti in flagranza di reato? Gli agenti della municipale di Ferrara. A cui nessuno dice mai un grazie e ciò in assenza di una sola denuncia da parte di un cittadino, ma raccogliendo le giuste lamentele di tanti».

Lei ha definito “incivile” quel cartello in via Garibaldi. Ha picchiato duro su tutte le intolleranze. Teme un’immagine “non inclusiva” (il termine è di moda) di Ferrara?

«Certo che lo temo, la crisi non fa uscire il meglio di noi, ogni giorno assistiamo ad una vera e propria guerra fra poveri, con rischi reali e concreti per la coesione e la sicurezza di tutti, operare per salvaguardare gli elementi di base della convivenza ed i valori della comune dignità è un mio preciso dovere, anche se fa perdere qualche voto, per cui bisogna dirlo con forza mentre i silenzi sono tanti».

La destra per prima infilerà la pettorina e presidierà i parcheggi. La questione inevitabilmente s’è fatta politica. Non è che così il problema accattonaggio rischia di apparire o sparire a seconda della posizione?

«La politica è fatta così: si approfitta di tutto per portare a casa il consenso della gente, io mi sono dato dei limiti».

Le do un pennarello e un cartello da esporre in via Garibaldi. Che cosa scriverebbe?

«Speriamo ce ne sia sempre per tutti, ma, se così non fosse, dividiamo».

Stefano Scansani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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