Po di Volano, il degrado in città
Alberi ed erbacce crescono senza controllo lungo le sponde del fiume in uno stato di abbandono
Alberi, tronchi, giunchi, vegetazione invasiva, argini di cemento sfondati, bottiglie e rifiuti di ogni genere. Si presenta così, purtroppo, il corso fluviale cittadino.
Il tratto del Po di Volano che attraversa il centro storico avrebbe decisamente bisogno di una sistemata. La manutenzione ordinaria è importante, su questo non ci piove.
Le risorse economiche necessarie per sostenerla sono certamente ingenti ma qualcosa andrebbe fatto, e presto anche. Il tratto d'acqua che da zona Darsena City taglia Ferrara fino a zona San Giorgio non versa in condizioni eccellenti. Le lamentele di residenti e passanti si sprecano e noi abbiamo voluto andare a vedere con i nostri occhi per capire se il problema è reale oppure no. E il problema effettivamente c'è. Gli alberi posti sulle sponde si accasciano sull'acqua, l'erba è alta e in più punti il cemento si è crepato, se non addirittura bucato. Sacchetti e vetri infranti accompagnano gran parte di un percorso fluviale che potrebbe essere di gran lunga più bello e suggestivo.
Qui le scritte incomprensibili sui muri sotto ai ponti sono il male minore. La Darsena non si presenta bene nemmeno dalle parti del ristorante Sebastian. La verde acqua stagnante è così melmosa da permettere agli uccelli di camminarci sopra e molti si chiedono come sarà possibile, quando sarà il momento, rimuovere la nave/pub che a vederla dalla superficie pare essere completamente arenata sul fondo.
«Parlano di Idrovia Ferrarese, di opere straordinarie e poi tutto è abbandonato a sé stesso. In altre città europee dove i corsi d'acqua rappresentano una risorsa paesaggistica e turistica per il territorio - affermano alcune persone sulla banchina - la manutenzione ordinaria e il decoro dell'area sono pratiche consolidate e fuori discussione. Sulla riva ci sono piste ciclabili che costeggiano l'acqua e ciò fa si che gli escursionisti possano scegliere come risalire il fiume. In più ci sono servizi di trasporto organizzati e strutturati, qui il potenziale sarebbe enorme ma c'è tanto da fare».
In direzione San Giorgio, nei tratti percorribili, si vedono seggiole e bilancini; sono le postazioni di pescatori che trascorrono qualche ora di relax in bilico tra natura e città.
Inutile negarlo, una manutenzione più costante e capillare sarebbe opportuna, anche perché la vegetazione potrebbe creare danni strutturali agli argini.
Samuele Govoni
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