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«I sogni? Mai nel cassetto: così fanno la muffa»

«I sogni? Mai nel cassetto: così fanno la muffa»

All’Ibs la presentazione del libro di Leonardo Rosa dedicato a Stefano Bottoni L’ideatore della manifestazione commosso: «So di essere un privilegiato»

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FERRARA.Sulle delicate note di Ennio Morricone, ha aperto il quintetto polacco dei Cellostrada Quintet ieri sera, alla libreria IBS, la presentazione di "Una strada lastricata di sogni", il libro di Leonardo Rosa che ripercorre la vita dell'ideatore del Ferrara Buskers Festival, vale a dire Stefano Bottoni. «Stefano - ha raccontato Rosa - è un personaggio a 360 gradi, un fabbro, un cantautore, un vero e proprio "poeta del ferro"».

Il libro non è una cronologia, ma un intreccio tra flashback e presente, e la vera protagonista è Ferrara nell'arco temporale che va dagli anni '60 fino a oggi. «Quale primo cittadino - è intervenuto il sindaco Tagliani, presente all'evento - scopro il Buskers Festival ogni anno in maniera diversa. Questa volta ho assistito a due veri miracoli: la musica ha riportato in vita la città de L'Aquila, per una sera dimentica del terremoto che la colpì, e l'emozione dei carcerati, rapiti dalle performance dei due gruppi invitati a suonare. La musica ha passato le sbarre, troppo spesso dimentichiamo quanta gioia ci può essere in essa», ha concluso Tagliani.

La trasformazione di musicisti fuorilegge in star, passando attraverso gli incontri straordinari con Dalla e Guccini, e l'accorato ricordo di Casa Cini, prima sede organizzativa del Festival, grazie all'interessamento di don Franco Patruno, figura fondamentale e paterna nella vita di Bottoni, tutto questo e molto altro nelle trecento pagine scaturite dalla brillante penna di Rosa, che ha testardamente perseverato nel suo progetto.

«È con grande imbarazzo - ha affermato commosso Bottoni - che mi trovo al centro dell'area di rigore. Ammetto di essere un grande privilegiato, o predestinato, come mi ha definito un musicista brasiliano durante un viaggio all'estero. Con questa esperienza ho avuto modo di far riaffiorare in maniera positiva anche memorie dolorose, come la morte di mia madre, prima sostenitrice della mia passione per la musica, avendomi regalato lei la prima chitarra». Anche in libreria, Bottoni non finisce di emozionare, esortando tutti a non tenere sogni nel cassetto: la sua scrivania non ne ha, «i cassetti sono una fregatura, i sogni chiusi lì dentro prendono la muffa». Una divertente performance degli Ars Nova Napoli ha concluso il magico incontro, e, salutando, il ringraziamento di Bottoni: «Grazie, perché i sogni devono continuare».

Irene Lodi

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