La Nuova Ferrara

Ferrara

Ecco chi governerà gratis la Provincia

di Marcello Pradarelli

Delineato il mosaico della lista unica: 8 consiglieri al centrosinistra, 3 al centrodestra, uno al M5S. Tagliani il presidente

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Il listone unico e onnicomprensivo per il futuro assetto della nuova e ridimensionata Provincia è ormai delineato. L’ente è stato spogliato dalla riforma voluta da Renzi e la sua appetitività politica si è proporzionalmente ridotta. Chi dovrà governarla avrà molti oneri e pochissimi onori: dovrà occuparsi gratis di strade, scuole, ambiente, assetto del territorio, patrimonio culturale ed edilizio, reperire risorse, decidere investimenti. È anche per questo, per una sorta di solidarietà trasversale, che le forze politiche hanno deciso che non era il caso di farsi la guerra per la conquista del Castello.

Insieme. La proposta lanciata a luglio dal segretario del Pd Calvano di formare un’unica lista con tutti i partiti ha trovato terreno fertile. Oltrettutto, poichè il 29 settembre a votare andranno i consiglieri comunali e i sindaci dei 24 Comuni, mancava anche ogni “suspense” sull’esito del voto essendo scontata la vittoria del centrosinistra. Si è partiti da qui per comporre la lista unica dei 12 consiglieri provinciali, stabilendo che 8 spetteranno al Pd e al centrosinistra e 4 andranno alle opposizioni: tre al centrodestra e uno al M5S. Nessun ha fiatato sul tredicesimo nome, quello del nuovo presidente della Provincia: sarà Tiziano Tagliani. L’unico a storcere il naso sarà stato proprio lui, che di grattacapi ne ha già tanti, ma come sindaco della città capoluogo non poteva tirarsi indietro. E poi c’è da tenere insieme un territorio soggetto a forze centrifughe, che dovrà trovare una ragion d’essere rispetto alla Città Metropolitana di Bologna.

Il mosaico. Dopo Ferragosto le segreterie dei partiti e i sindaci si sono messi al lavoro per riempire di nomi il contenitore dell’accordo. Il mosaico sta prendendo forma. Il nucleo fondamentale del prossimo consiglio provinciale sarà costituito dai sindaci. Il Pd (a parte Tagliani) intende metterne in lista cinque: Nicola Rossi, sindaco di Copparo che è anche alla guida dell’Unione dei Comuni dell’ex mandamento copparese; Piero Lodi, sindaco di Cento, che è al vertice dei Comuni dell’Alto Ferrarese; il sindaco di Argenta Antonio Fiorentini, il sindaco di Portomaggiore Nicola Minarelli, che è già vice presidente della giunta provinciale balneare che Marcella Zappaterra ha dovuto nominare dopo che a fine giugno si erano dimessi tutti i suoi assessori; il sindaco di Goro Diego Viviani. I socialisti saranno rappresentati dal sindaco di Mesola Gianni Michele Padovani. Con lui si arriva a sei. Gli altri due del centrosinistra saranno decisi nei prossimi giorni: dovrebbero essere due esponenti del Pd da individuare tra i consiglieri comunali di Ferrara e tra i consiglieri provinciali uscenti.

Per i Cinquestelle il candidato per eccellenza è il sindaco di Comacchio Marco Fabbri.

Duello Fi-Fdi. Nel centro destra è sicura la candidatura del sindaco di Bondeno Alan Fabbri (anche lui è nella giunta balneare della Zappaterra): molto probabile è quella del sindaco di Sant’Agostino Fabrizio Toselli (FI). Per il terzo consigliere del centrodestra (espressione di Ferrara) c’è una disputa aperta tra Forza Italia e Fratelli d’Italia. Mauro Malaguti (Fdi) pochi giorni fa ha reclamato spazio per il suo partito: «Tutto il centrodestra deve essere rappresentato». Ma non ha avuto risposta.

La mezza giunta. Dopo il voto del 29 settembre il sindaco-presidente Tagliani dovrà distribuire le deleghe ad alcuni consiglieri. Non sarà una vera e propria giunta - la legge non la prevede - ma qualcosa di simile. Viste le premesse, le deleghe dovrebbero finire anche ai rappresentanti dell’opposizione.

Zero rimborsi. Tutti sono in attesa di novità sui rimborsi: la legge non li prevede. Il colmo è che un sindaco-consigliere provinciale non potrà farsi rimborsare dal proprio Comune nemmeno la benzina se va e viene da Ferrara per conto della Provincia. Per tutti è un assurdo: passi pure l’idea di lavorare e assumersi delle responsabilità gratis, ma rimetterci di tasca propria viene considerata un’esagerazione.

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