«Essere competitivi sempre e comunque»
L’assessore Provasi (turismo e commercio) tira le somme della discussione
LIDO ESTENSI. Per tirare le somme dell’ampio dibattito su come porre rimedio a un’estate poco soleggiata non si poteva che interpellare Sergio Provasi, titolare delle deleghe al turismo e al commercio, quindi più direttamente coinvolto dal ragionamento. E l’assessore non si sottrae.
Provasi, iniziamo dai cosiddetti pacchetti last minut o, addirittura, last second: ben vengano, per carità, ma tutti questi operatori della filiera del turismo hanno aspettato agosto per mettersi assieme e diventare competitivi con la vicina Romagna?
«Non è esattamente così. Comacchio è turismo, Visit Ferrara, i Consorzi, le associazioni di categoria (Ascom, Confesercenti), i rappresentanti stabilimenti balneari, i privati, tutti si siedono attorno al tavolo del turismo e qui abbiamo programmato eventi fino alla Befana, anzi, fino a carnevale. A iniziare dal prossimo fine settimana si succederanno la rassegna jazz, la sagra dell’anguilla, poi Halloween e via dicendo. Tutto è stato programmato ancor prima dell’inizia dell’estate. Un programma ricco, a cui si è aggiunto poi il bando per la destagionalizzazione, in modo che tutta la filiera si attivasse. La promozione la stiamo facendo assieme. Certo, fare pacchetti con prezzi accessibili fa il paio con le iniziative che comunque ci saranno: se saranno offerte particolarmente accattivanti, faranno da volano a quanto già c’è».
Ha citato i Consorzi, che appaiono in difficoltà rispetto al passato, a iniziare da quello di Comacchio, che da due anni esiste solo nominalmente...
«Alcuni hanno cancellato qualcosa di quanto programmato per il brutto tempo, quello di Comacchio non fa più niente. Sono consorzi fra privati, non si tratta solo di fare feste, ma, come detto da alcuni, cosa fare per allungare la stagione? L’amministrazione comunale può dare spinta, fare promozione e i rapporti sono con tutto il mondo del turismo e del commercio: sono molte sigle, è vero, ma i rappresentanti non sono poi tanti».
In ogni caso, è stata un’estate anomala.
«L’inizio stagione aveva dato grande ottimismo con Comacchio Summer fest, poi il meteo... Però ci sono realtà che stanno andando bene nonostante tutto. Il cinema ha lavorato di più, molti ristoratori anche, in centro a Comacchio non si è mai vista così tanta gente: certo, per gli stabilimenti balneari è andata peggio, ma questo dimostra che va stratificato il prodotto commerciale e turistico, per andare incontro a tutte le aspettative ed esigenze».
Insomma, bisogna attrezzarsi per ogni evenienza e allungare la stagione oltre agosto?
«Sono pochissime le strutture ricettive che saranno aperte dopo la sagra: bene hanno fatto a muoversi Ascom, Confesercenti, ma queste iniziative vanno rese strutturali per gli anni a venire, quest’anno si è rincorso».
Da più parti si è invocato lo slittamento dell’anno scolastico a ottobre.
«Concordo che 15 giorni di scuola in meno non fanno la differenza per la formazione degli studenti, se pensiamo che d’inverno si fanno le settimane bianche a scuole aperte... Ma quello a cui ci rivolgiamo è principalmente un mercato interno: se non ci sono i soldi, a cosa servono 15 giorni di vacanze in più che non si possono pagare? Per contro, settembre è diventato un settembre molto interessante proprio per i costi inferiori».
Ma questo significherebbe, grosso modo, spostare turisti dai mesi centrali dell’estate a quelli marginali, non un incremento...
«Infatti, noi abbiamo l’obbligo di essere sempre concorrenziali».
La risposta può arrivare dal mercato estero?
«Complessivamente su questo fronte è andata bene, i tedeschi prima di tutto, che stanno aumentando del 7% a Ferrara, questo la dice lunga, non li stiamo perdendo. È il fatturato che è in crisi, la massa per l’Emilia Romagna è la clientela italiana. Ecco perché i pacchetti brevi o lunghi, le promozioni sono benvenuti: il primo a propormelo è stato Roberto Belloti (presidente di Confesercenti Delta, ndr) e gli ho detto immediatamente di sì. Mirabilandia già prima di Ferragosto proponevano prezzi stracciati e ha fatto una gran campagna, l’hanno percepito subito come stava andando la stagione».
Qualcuno ha detto che ci dovevate pensare prima.
«Abbiamo comunque programmato la stagione: tutto quello che possiamo fare, lo facciamo, su questo non ci piove! Subito dopo un temporale, sto male, penso a come possiamo recuperare questa giornata persa. Adesso non si è aspettato Natale per fare i bilanci, ma si sono fatti subito e ci si è mossi per rimediare».
Guardiamo oltre: su quale tipologia di turista si può puntare per allungare la stagione?
«Il riferimento sono le famiglie con bambini. Poi, c’è il turismo sportivo ludico, più slow, per l’agonismo servono strutture e servizi diversi. Ci manca qualcosa, gli sport d’acqua. Per bike e tutti gli sport all’aria aperta, in un’ottica di Parco del Delta, c’è tutto, persino i gokart e le moto a San Giuseppe, viene persino Valentino Rossi qui...».
Ormai imminenti i Combat game.
«Se ci sono bravi organizzatori, si può fare tutto. Lo sport rappresenta quasi tutti, perché quasi tutti lo praticano, quindi è un bacino d’utenza illimitato. Non si può fare tutto, ma ci sono diversi sport - dove si corre, si va in bici, si sta all’aria aperta - che qui trovano percorsi fantastici».
Seconde case: un’opportunità o un limite?
«Sono un’opportunità. Certo, ce ne fosse qualcuna in meno, ma facciamo i conti con quello che c’è: vogliamo riportare qui i proprietari. Le critiche sono giuste, strade e marciapiedi dei Lidi avrebbero bisogno di più manutenzione: se uno viene da una periferia, vuole stare meglio in vacanza. I proprietari ci pagano le tasse, bisogna che le tengano bene, per usarle o darle in affitto: non è facile riprendere un buon rapporto con i proprietari, anche più che promuoverci all’estero. Quest’anno ne ho visti molti di più, ho ricevuto anche molti più messaggi, segnalazioni...».
Fra i problemi, ormai atavico quello dei venditori abusivi...
«È un male molto diffuso, dal Veneto alle Marche. Arrivano sempre più persone, difficilmente controllabili, non abbiamo abbastanza agenti per farlo. Vengono dall’Italia, non sono sbarcati da poco. La clientela, poi, è abbastanza propensa ad acquistare da loro ed è quello il vero motore dell’abusivismo da spiaggia. I servizi di controllo sono programmati, l’attività è aumentata enormemente, ma quando sono troppi sono troppi. Nessuno ha trovato la soluzione».
Quale futuro per il turismo?
«Nonostante tutto, la zona nord orientale, ci metto dentro anche Ferrara, ha prospettive di sviluppo molto buone: tanto dipenderà da quello che sapremo fare noi, tutti gli attori del territorio: mai come in questo periodo ci sono buone occasioni, vanno colte».
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