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BONDENO

«Io e mio figlio malato senza più contributi»

Fabio Terminali
Municipio Bondeno
Municipio Bondeno

La storia di Loreta Gedvilaite, lituana di 55 anni, residente a Bondeno dal 2005 La donna colpita dallo stop improvviso del Comune ai sussidi rivolti agli indigenti

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BONDENO. Si chiama Loreta Gedvilaite, 55 anni, di nazionalità lituana. Arrivata in Italia nel 2001, vive a Bondeno dal 2005 e ha un figlio ventunenne che soffre di disturbi mentali. Lei è tra coloro che sono rimasti beffati dalla decisione dell'Amministrazione comunale di interrompere improvvisamente, dalla fine di giugno, l'erogazione dei contributi economici in favore degli indigenti.

«Qualche settimana - racconta Loreta - ero riuscita a farmi fissare un appuntamento con il sindaco Fabbri. Poi mi hanno chiamato per dirmi che tutto era saltato». Un segnale inequivocabile del fatto che di sussidi per il momento non se ne parla; magari in autunno, una volta approvato il nuovo regolamento.

La donna fino a qualche mese fa aveva usufruito di piccoli aiuti per il pagamento delle bollette, tuttavia il pensiero va in particolare al figlio malato da poco più di anno: «Sarebbe importante per lui una borsa lavoro, un'opportunità per affrontare meglio le sue difficoltà e provare a superarle».

Per fortuna Loreta attualmente riesce ad andare avanti, fa qualche lavoretto, «ma alla mia età sono è difficile trovarne uno vero, sono già vecchia - sostiene -. In passato ho gestito un bar nel centro di Bondeno, poi venduto a dei cinesi senza ricavarne granché. Successivamente con la partita Iva ho fatto le pulizie negli alberghi, ma la crisi si è fatta sentire e alla fine ho perso tanti contratti».

Il suo non è il caso più scottante in questi giorni. «Ho visto una coppia di marocchini preoccupati perché non sanno se riusciranno a comprare dei vestiti per far andare il figlio a scuola; la mamma quasi si metteva a piangere», racconta la donna lituana.

A Loreta in particolare non è andata giù una presa di posizione del sindaco Alan Fabbri: «Ha detto che gli stranieri che sono senza lavoro devono lasciare l’Italia: ma come si fa, mi chiedo? Non si possono fare queste discriminazioni - sostiene -. A Bondeno mi trovo bene, le persone sono molto brave e disponibili e gli stranieri non sono tutti cattivi. In passato, quando avevo il bar, ho aiutato una famiglia napoletana in difficoltà, lasciando loro delle paste. Ma cosa vuol fare il sindaco, far diventare Bondeno come Montecarlo, dove per diventare residenti bisogna pagare 500mila euro?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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