La Nuova Ferrara

Ferrara

FERRARA

«La Chiesa vuole concentrare le offerte»

Vescovo Negri
Vescovo Negri

Il dibattito sull'elemosina. La Nazione Rom attacca l’arcivescovo: segue una linea di comportamento valida per Caritas, cittadini e negozianti

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. «Dietro tanti mendicanti c’è una centrale dello sfruttamento».

Con queste parole l’arcivescovo di Ferrara nei giorni scorsi era intervenuto nel dibattito sull’accattonaggio, scatenato dal cartello di un commerciante di via Garibaldi che invitava a “non elimosinare” perché i mendicanti avrebbero un reddito da offerte simile a quello di un operaio specializzato. Monsignor Luigi Negri aveva giudicato la prospettiva economica dei poveri: «A loro resta poco in tasca. È tempo di tagliare questi fili».

La risposta della Nazione Rom non si è fatta attendere: «Il vescovo di Ferrara Luigi Negri afferma un “no alle elemosina a tutti i costi” sostenuto da alcuni parroci come don Gianni Antoniazzi di Carpenedo/Mestre di Venezia che invita a “non offrire denaro ai poveri perché diseducativo”». L’arcivescovo aveva affermato: «La povertà sta raggiungendo livelli inauditi ed esige, come ho avuto modo di ripetere in più occasioni, nuove forme di solidarietà e condivisione».

E la Nazione Rom intravede dietro le parole di monsignor Negri una sorta di strategia d’accentramento: «Per loro, dietro ai poveri mendicanti, esiste una ramificatissima organizzazione criminale che prende tutti i denari, denari che invece devono essere “donati”, con il consenso delle istituzioni nazionali e locali alla Chiesa cattolica e alla Caritas seguendo una “linea di comportamento” valida per tutti i cittadini e negozianti. Ovvero creare un gigantesco business delle elemosina gestito dai preti spezzando ogni legale umano e diretto tra chi chiede una moneta e chi generosamente la offre».

La nota della Nazione Rom inquadra l’intervento di monsignor Negri in un fenomeno largo: «È una campagna alimentata da singoli cittadini, partiti politici tra cui Lega Nord e Pd, sostenuti da settori della Chiesa cattolica e da organizzazioni dei commercianti. Una campagna trasversale che spacca le città e le coscienze rimandando ad interrogativi di fondo sull’essenza stessa degli uomini e delle donne. A Venezia Confesercenti invita i propri associati a mettere cartelli davanti ai propri negozi con la scritta: “non elemosinare i mendicanti ma date i soldi alla Caritas”».

Il timore della Nazione Rom è che con la polemica sull’accattonaggio il Paese perda l’orientamento su problemi macroscopici ed endemici. L’arcivescovo aveva dichiarato: «La povertà non può essere un cappio al collo, o una presenza incombente al punto da distruggere la tranquillità della vita della città». E aveva sottolineato: «Andrebbe indicata una linea di comportamento che, tenendo presenti tutti i fattori in campo, sia valida per tutti, cittadini, negozianti e istituzioni».

La Nazione Rom tocca nel vivo la missione dell'arcivescovo, la misericordia: «Forse se il vescovo di Ferrara, i responsabili di Confesercenti, i preti anti-poveri, i negozianti anti-Rom, i sindaci razzisti provassero ad ascoltare l'umanità e la sua musica potrebbero ritrovare un po' di amore dentro il cuore. E se questo vuol dire rubare, questo filo di pane tra miseria e fortuna... lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca il punto di vista di Dio».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google