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la ricostruzione

«Sconfitti sisma e incendio»

«Sconfitti sisma e incendio»

I capannoni danneggiati e distrutti sono di nuovo in piedi

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Il terremoto del 2012 ha colpito duramente l'azienda del F,lli Vittorio e Gianfranco Lodi,in via Prosperi, specializzata nella raccolta, preparazione e commercializzazione di foraggio, erba medica e paglia. L'80% dei capannoni è stato seriamente danneggiato per crollo del tetto e danni ingenti alle strutture portanti. Circa 10.000 metri quadri di capannoni, 13 potenti mezzi agricoli, 4 autotreni e diverse attrezzature agricole sono stati resi inutilizzabili dal sisma. Distrutto anche l'impianto fotovoltaico che produceva energia per l'azienda e per terzi. Un danno stimato in 6,5 milioni di euro che poteva essere un colpo mortale per l'azienda che, in quel periodo, era in fase di forte espansione. «La grande volontà di ripartire - spiega Vittorio Lodi - è stata la nostra forza. Malgrado il disastro siamo riusciti, dopo pochi giorni, a riprendere e continuare la nostra attività che, in gran parte, ci porta a esportare all'estero. Pur avendo diversi dipendenti la nostra è un'azienda familiare e noi due fratelli, più i familiari, abbiamo cominciato a "tirare" per ripartire e risollevarci». L'azienda ha quindi continuato la sua attività e, parallelamente, si cominciava la fase della ricostruzione. Il capannone per la lavorazione del prodotto e quello adibito a ricovero e manutenzione dei mezzi sono già stati completamente rifatti. «Siamo oltre i tre quarti - spiega Paolo Lodi responsabile della commercializzazione e figlio di Vittorio - e per il prossimo anno contiamo di completare tutta la ricostruzione. Abbiamo usufruito dei contributi stanziati per il terremoto ma abbiamo anche, con fondi nostri, ampliato l'azienda e il parco macchine. Tutti gli edifici sono stati realizzati nel rispetto delle nuove norme antisismiche. Con Regione e Comune c'è stato un ottimo rapporto e, tramite i loro tecnici, abbiamo avuto consigli e suggerimenti importanti in fase di realizzazione. Ad esempio ora tetti dei nuovi capannoni sono in legno e pesano un terzo di quelli in cemento che c'erano prima. Per il prossimo anno contiamo di realizzare l'ultimo capannone e l'opera di ricostruzione sarà completata». Poco prima del ferragosto 2013 un incendio aveva distrutto un capannone. «Era l'unico - continua Paolo Lodi - che non era stato danneggiato dal terremoto. Lo abbiamo recuperato totalmente, ma adeguandolo alle nuove norme, e come suggerito dai Vigili del Fuoco realizzato a scomparti in modo che in caso di incendio possiamo isolare il focolaio ed evitare che si diffonda». Evidente la soddisfazione, e un pizzico d'orgoglio, per un'azienda che occupa una trentina di addetti e continua ad esportare, per il 70%, verso gli Emirati Arabi.(g.b.)

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