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Una sanzione di 700 euro al parcheggiatore abusivo

Parcheggiatore
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Intervento della polizia municipale in piazza Sacrati

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FERRARA. Piazza Sacrati ore 12. Il parcheggio è semideserto, di macchine posteggiate ce ne sono poche e anche in giro non c’è un gran via vai. Due ragazzi ghanesi aspettano qualche automobilista in entrata o in uscita per domandare qualche spicciolo.

«Oggi (ieri per chi legge, ndr) c’è poco ma – afferma Edic, 25 anni di cui gli ultimi 7 passati a Ferrara – questa sera con i Buskers andrà meglio». Il ragazzo è tranquillo, si guarda intorno, resta all’ombra e tiene sotto controllo la zona.

L’amico invece si allontana, preferisce non parlare con il cronista che scrive. Dice di non conoscere bene l’italiano ma scopriamo che vive in questo Paese da circa dieci anni. «Noi non facciamo niente di male e – prosegue Edic – non diamo fastidio alle persone. Chiediamo una moneta e se ci vogliono aiutare siamo contenti, sennò ognuno per la sua strada».

Il ragazzo non torna a casa, in Ghana, da anni ormai. Là gli è rimasta solo la mamma: «Ci sentiamo molto spesso ma non torno in Africa. Ci vogliono troppi soldi per il viaggio e quelli che ho non mi bastano». Poi ci confessa che l’amico diffidente alcuni giorni fa è stato multato dalla polizia municipale e che quindi non vuole parlare con nessuno.

In seguito abbiamo raggiunto telefonicamente Laura Trentini, comandante della municipale di Ferrara, che ci ha confermato la sanzione: «La multa arriva quando, dopo aver monitorato la situazione, si riscontrano azioni perseguibili dalla legge. In quel caso – spiega il comandante – l’uomo si comportava proprio come un parcheggiatore abusivo, questo non è lecito e ha ricevuto una contravvenzione di 700 euro. Ad alcune persone può dare fastidio la presenza fissa di mendicanti ma se non disturbano non infrangono le regole».

Dopo aver salutato Edic che tornerà in zona per il “turno serale”, ci dirigiamo verso il parcheggio San Guglielmo. L’area di sosta a pagamento qui è più ampia. Vicino alle macchinette per i ticket ci sono sei uomini: «Giornalisti! giornalisti!», dicono appena ci vedono.

Tre di loro montano in sella alla bici e se ne vanno immediatamente, gli altri restano all’ombra. «No parlo italiano, solo inglese un po’», dichiara un ragazzo. Passano un paio di minuti durante i quale tentiamo di impostare un dialogo, non ci riusciamo e anche i tre rimasti decidono di allontanarsi. Torneranno quando si sentiranno meno osservati.

Samuele Govoni

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