La Nuova Ferrara

Ferrara

LA GUERRA DEI CARTELLI

Altri due “avvisi” in piazzale stazione

Altri due “avvisi” in piazzale stazione

Sono comparsi tre settimane prima del caso-Conad. I residenti: contro il degrado no alla cultura dell’assedio

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Sono comparsi tre settimane fa, molto prima del “caso-Conad”, e di sicuro hanno fatto meno scalpore. «Tanto non conta niente», commenta scuotendo la testa un passante.

In piazzale stazione, attaccati con lo scotch dietro la vetrina di quello che sembra un locale dismesso, campeggiano due cartelli, scritti a mano, con un mix di linguaggio tra il formale e il terra-terra. «Questo portico non è un postribolo nè un riparo per tossici. Siete pregati di non gettare o lasciare rifiuti. Ci sentiamo in diritto di avvisare le autorità competenti se non rispettate noi abitanti. Grazie», recita quello verde.

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.9852919:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.9852919:1650578147/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

In quello bianco si legge: «Avviso ai signori magnaccia (e quei quattro sgallettati bavosi che stanno qui tutto il giorno) che stazionano perennemente sotto questo portico, di far spostare le loro signorine in altro luogo (la sera si vorrebbe dormire). Le signore zingare che stazionano quotidianamente ad adescare clienti, di spostarsi in altro luogo (tanto non le vuole più nessuno). I signori “fatti” o in attesa di farsi, di andare a cercare un luogo più consono e pulito. Grazie per la collaborazione».

In realtà la vetrina corrisponde alla guardiola dell’ex custode (da tempo “fuori servizio”) del palazzo al civico 15. A terra, proprio sotto l’improvvisata bacheca, bicchieri, cicche, cartacce e macchie non ben identificate. «Ieri sera alle undici uno dei condomini è sceso per pulire con secchio e ramazza, stammattina siamo daccapo», riferisce un residente. Dalla porta esce una giovane coppia di cinesi. «Il cartello? No non sappiamo niente», si schermiscono. Chi ha voglia di parlare è invece il signor Giorgio Rubiu, 80 anni, 35 passati da migrante in Australia e approdato in piazzale stazione nel 1999, acquistando per 370 milioni di lire un bell’appartamento di 200 luminosi metri quadri. «Adesso riuscirei a venderlo al massimo per 80mila euro, sempre se trovassi un compratore», si rammarica.

L’origine dei cartelli, e delle mani che li hanno vergati, resta misteriosa, ma Rubiu conviene che «la zona ha subìto un degrado totale: spacciatori, prostitute, tossicodipendenti, è un via vai continuo». Spesso, come confermano altri residenti, si siedono proprio sulla soglia «e dobbiamo chiedere per favore, e con gentilezza, per poter entrare in casa nostra». «Circa due settimane fa - ricorda Rubiu - l’idraulico che era venuto con le bombole per fare una riparazione si è preso pure un pugno in faccia, ma ha scelto di non fare denuncia, lasciar perdere... Io ho problemi di deambulazione, ma preferisco usare l’ingresso di piazzale Castellina e fare i cinque gradini che portano all’ascensore, piuttosto che affrontare certe situazioni».

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.9852924:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2014/09/01/news/e-una-latrina-a-cielo-aperto-e-la-notte-sono-urla-e-liti-1.9852924]]

Una piccola resa, che però non impedisce al signor Giorgio di rivendicare il diritto a non rassegnarsi a uno «stato di assedio. Non dobbiamo fare i prigionieri in casa, dobbiamo uscire, riprenderci il territorio». Le biciclate? «Valgono per quei dieci minuti in cui passano, poi tutto è come prima. Sta funzionando il mercato del sabato in piazzale Castellina, noi residenti lo sosteniamo andando a fare la spesa, ma servirebbero più iniziative. Il guaio è che non siamo tutti uniti. C’è perfino chi ha criticato le cene di quartiere perché “facevamo troppo rumore”. Altri vorrebbero recintare il portico, ma come si fa? E poi con le barriere non si è mai risolto alcun problema».

Però, conclude amaramente, «se ci mettessimo a fare i nostri bisogni in piazza o davanti alle case di chi conta, ho l’impressione che una soluzione verrebbe trovata subito».(a.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google