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Grande successo del Festival. E gli Itchy Teeth confessano: pensavamo che Ferrara fosse la città dei Ferrero Rocher...

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L'autunno bussa già alle porte di Ferrara, in particolare con l'acquazzone che domenica notte ha investito la Buskers Night e il conseguente abbassamento drastico delle temperature. Felpe, jeans e nuvole grigie sopra il fuggi fuggi generale: è finita la settimana danzante in bermuda e tshirt del Buskers Festival. Tuttavia la fortuna di Stefano Bottoni, predetta dal sindaco Tagliani sul pullman per L'Aquila, non si è smentita; il vento si è alzato solo alla volta del saluto finale di Russo dal palco del sottomura, che da quel momento a circa un'ora dopo si è trasformato in una palude. E con tutta probabilità sino ad autunno inoltrato non si saprà quale nazione sarà l'ospite dell'edizione 2015: «A giugno la Mongolia non era ancora stata confermata - ha motivato Bottoni - poiché dipende molto dalle risorse disponibili, che devono essere confacenti alla distanza della nazione invitata». Al direttore artistico non dispiacerebbe enumerare tra i futuri sponsor una compagnia aerea che volesse sostenere la spesa dei voli, specialmente trattandosi di rotte intercontinentali. «Talvolta succede che alcuni baristi mi chiedano quanto prendano i musicisti - ha poi ribadito - e ci tengo a precisare che dal 1988 non è previsto alcun cachet, se non il rimborso del viaggio».

Baristi che hanno raccolto e non poco, anche secondo il parere del presidente dell'Ascom, Giulio Felloni: «Si tratta di un evento che interessa soprattutto gli esercizi pubblici, anche se l'organizzazione del Festival ha agito in autonomia con i gazebo in piazza. Mentre il commerciante sulla via, anche se non vende in questi giorni, fa un piccolo sacrificio pensando che il turista tornerà con più calma per guardare le vetrine. Il motivo per cui i negozi sono rimasti chiusi - ha spiegato - è che sono giornate di grande festa, incentrate sulla musica, e la gente è distratta, non bada agli acquisti. La manifestazione è un trampolino di lancio per la città nel mondo e sono convinto bisogna condividerne tanto le soddisfazioni quanto i sacrifici».

I numeri delle visite al sito ufficiale, alla pagina Facebook, nonché i commenti a catena su blog e portali a tema, sono da capogiro: 20,7 milioni di persone, secondo la ricerca 'Sponsor Value - Cultura e Spettacolo', realizzata da StageUp e Ipsos), a dimostrazione che in barba al prezzo odierno della pubblicità, la portata del Festival sul pubblico del passaparola, sull'utenza virtuale è stata enorme. Al di là delle cifre, si è subito reso conto dell'eco mondiale pure Leonardo Rosa, il curatore in Castello della rassegna "Storie di Buskers", la quale ha intrecciato i vissuti delle band protagoniste. Alla domanda sulle aspettative prima di provare l'atmosfera della kermesse, i tanto applauditi Itchy Theeth hanno risposto con grande sincerità: «Quando sentimmo parlare di Buskers Festival, pensavamo che Ferrara fosse il luogo dove si producono i cioccolatini 'Rocher' - Ferrara vs Ferrero - Da quando siamo arrivati, però, abbiamo capito che questa è una città straordinaria e il suo festival può essere considerato uno dei più importanti d'Europa». La speranza, difatti, per l'avvenire dei venticinquenni londinesi è proprio tornare qui il prossimo anno.

Matteo Bianchi

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