Oltre duemila assunzioni per la provincia di Ferrara
Uno studio di previsione di Excelsior-Unioncamere elaborato dal Sole 24 Ore Si stima un 7% in più rispetto al 2013. I commenti di tre esperti del settore
Alla fine, questo 2014 sarà meno peggiore del 2013. Ne è convinto “Il Sole 24 Ore”, che ha rielaborato uno studio di “Excelsior-Unioncamere” sulle previsioni di assunzioni da parte delle imprese, considerando i posti di lavoro non stagionali. Il dato è positivo, nel senso che quest’anno dovrebbero essere assunte nella nostra provincia 2.140 persone, ossia 160 in più rispetto al 2013 (+7%). Ci collochiamo all’incirca a metà classifica (55° posto sulle 105 province italiane) e come al solito ultimi in termini assoluti fra quelle emiliano-romagnole, anche se bisogna rilevare che per alcuni dei nostri vicini le prospettive sono in calo. Il Riminese, ad esempio, potrà contare quest’anno su 2.350 assunzioni, dunque più delle nostre, ma lì l'andamento è negativo (lo scorso anno furono infatti 480 in più). Un altro aspetto segnalato dalla ricerca è la classica difficoltà da parte dei datori di lavoro a trovare alcune figure, dagli analisti e progettisti software ai tecnici delle vendite e della distribuzione, dai programmatori agli attrezzisti di macchine utensili, dai meccanici ai montatori industriali. I protagonisti del mondo economico ferrarese vogliono comunque prendere con le pinze questi studi, senza lasciarsi andare a dichiarazioni sull’uscita dalla crisi. «Agli imprenditori è ben chiaro che il personale è fondamentale per lo sviluppo, e sul personale stanno investendo – commenta il presidente della Camera di Commercio Paolo Govoni –. Anche a noi risulta che persino a Ferrara ci sia una ripresa delle assunzioni: nonostante le aziende siano stremate da una crisi che dura dal 2008 e di cui non si vede la fine, sulle risorse umane vogliono comunque investire». Il direttore di Confindustria Roberto Bonora interviene sul disallineamento fra domanda e offerta. «Sappiamo perfettamente che esiste e le figure più cercate non presentano variazioni rispetto al passato. Ricordiamo però che Excelsior chiede alle aziende quali sono i profili che prevedono di assumere, dunque parliamo di ipotesi di assunzioni. Bisognerebbe entrare davvero nello specifico per capire questa discrasia». Simile il ragionamento del segretario generale Cgil Raffaele Atti: «è vero che nuovi insediamenti come quelli di Berluti, Lte e Vm hanno dovuto essere accompagnati da una forte formazione, ma in questo momento non esiste una domanda occupazionale inevasa» conclude, mostrandosi in generale meno ottimista di Govoni.
«Sarà perché ci occupiamo molto di crisi aziendali e meno delle situazioni positive, ma noi non stiamo avvertendo un’inversione di rotta».
Gabriele Rasconi
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