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Settembre, un mese decisivo per Ferrara

L’acquisto di Carife, il destino della Camera di commercio, l’acqua calda, il polo chimico, i nuovi assetti di potere in Regione

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Che sia stata una lunga estate calda o una parvenza d’estate, settembre è sempre lì ad attendere che si ricominci e a presentare il conto delle cose rimaste in sospeso. È il mese della ripresa, parola evocatissima e da qualche anno mai puntuale all’appuntamento. L’intreccio di questioni economiche da dipanare è impressionante.

L’Industria. Una delle questioni più complesse e importanti riguarda il Polo Chimico e ha valenza nazionale. Si aspetta un segnale dal governo che detiene la golden share di Eni e deve decidere se l’industria chimica è ancora o una faccenda italiana. In questa fase la madre di tutte le battaglie è il Cracking di Porto Marghera, che alimenta gli impianti ferraresi di Versalis e di LyondellBasell. Se il rubinetto sarà chiuso per sempre e le aziende dovranno abbeverarsi ad altre meno dirette e pregiate fonti, il sito industriale perderà inevitabilmente quota. In caso contrario la chimica dei polimeri, della ricerca e dell’applicazione tecnologica avrà un futuro e con essa la chimica green e il ciclo della plastica riciclata, due temi che attendono risposte dal tavolo regionale attivato già un anno fa, quando imperversava il caso Basell. A proposito di grande industria i sindacati attendono chiarimenti sui programmi di sviluppo della Berco. Attendono anche notizie sull’applicazione delle nuove norme sulla cig in deroga: se non passa la linea della Regione (applicazione dal 2015) presto saranno dolori per moltissimi lavoratori che resteranno senza alcun reddito di sostegno.

Carife. Doveva essere luglio il mese in cui la Banca Popolare di Vicenza (Bpvi) doveva avanzare l’offerta di acquisto di Carife. Poi da Vicenza hanno fatto sapere che sarebbe stato settembre il mese buono. Ci siamo. La Fondazione Carife avrebbe preferito che la partita vera e propria si aprisse dopo gli esiti degli stress test che Bankitalia ha annunciato per ottobre. Ma pare proprio che Bpvi voglia anticipare i tempi; ora ha dalla sua anche una semestrale di tutto rispetto che è riassumibile in un numero: 22 milioni di utile al giugno 2014 contro 1,6 milioni del giugno 2013. La banca è più liquida che mai, al punto da aver rimborsato in anticipo 2 miliardi di finanziamenti della Bce. Chi volesse competere con i vicentini si troverà una montagna da scalare. A settembre riprenderà anche il confronto tra commissari e sindacati, che si sono divisi in piena vertenza e stanno cercando di ricucire lo strappo.

Camera. Se la vicenda Carife interroga di riflesso il sistema economico ferrarese, anche la vicenda apertissima della Camera di commercio interessa da vicino le imprese del territorio. Entro settembre Unioncamere Emilia Romagna vuole conoscere il quadro delle nuove alleanze in modo da sottoporre al governo una proposta fatta in casa. Con la Romagna o con Bologna? Ricalcare lo schema dell’area vasta delinerata da Tagliani (Bologna-Ferrara-Modena-Reggio) o procedere con geometrie variabili? Paolo Govoni e la sua giunta camerale entro il mese dovranno prendere un orientamento.

Primarie Pd. Il 28 settembre il Pd e i suoi alleati sceglieranno con le primarie il candidato alla presidenza della Regione. A contendersi il primato sono di sicuro in tre: Stefano Bonaccini, Matteo Richetti e Roberto Balzani; Patrizio Bianchi deciderà se correre dopo aver incontrato Bonaccini ed essersi consultato con i suoi sostenitori, che a Ferrara continuano a raccogliere firme. Palma Costi è già sulla via della rinuncia.

Oggi 29 settembre. Mi son svegliato e c’è una Provincia tutta nuova, ma di serie B. L’ultimo lunedì del mese andranno a votare solo i consiglieri e i sindaci dei 24 Comuni per eleggere (pocomeno di 300 persone) i 12 del consiglio provinciale più il presidente. È tutto deciso, mancano solo le virgole. Ci sarà una sola lista formata da tutte le forze politiche e il candidato presidente sarà Tagliani; per legge a capo della Provincia deve esserci un sindaco e si è convenuto che sarà quello del capoluogo.

Scuola. Si comincia il 15 e pare che non vi siano problemi grossi di organico dopo la recente infornata di docenti che ha fatto contenti tutti i sindacati ferraresi, confederali e non. L’attesa riguarda la riforma annunciata al Meeting di Rimini dal ministro Stefania Giannini e le assunzioni dei precari. Ma il giorno dopo si è capito che ci vorrà tempo (e soldi) prima che gli annunci prendano corpo.

Ricostruzione. Il commissario Alfredo Bertelli, freschissimo di nomina ma già da maggio 2012 immerso nel problema, è al lavoro con i sindaci per rendere più celeri la pratiche per la ricostruzione post-sisma.

Acqua calda. Dopo che gli studi hanno escluso connessioni tra geotermia e scosse telluriche del maggio 2012, si attende dalla Regione la revoca del provvedimento adottato in primavera, quando l’assessore Paola Gazzolo , in via precauzionale, decise il congelamento di ogni procedura autorizzativa per le attività estrattive, inclusa quella dell’acqua calda. Hera, che aveva presentato e poi ritirato il progetto per Pontegradella, non ha più mosso un dito (almeo ufficialmente) per predispor re il progetto-bis da realizzare in via Conchetta sulle ceneri del dismesso inceneritore. Sulla carta potrebbe essere settembre il mese del via libera da parte della giunta regionale uscente. Ma un tema così scottante anche elettoralmente è più probabile che venga affrontato dalla nuova giunta che si formerà dopo il voto di novembre.

Marcello Pradarelli

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