Bianchi decide in 24 ore Bonaccini fa già il pieno
Primarie Pd: folla di assessori e capi-unione alla prima uscita per il segretario Il rivale Richetti affonda sul caso-Stricchi: tetto ai soldi per i manager pubblici
Il confronto con Stefano Bonaccini è in calendario per oggi o al massimo domani, dopodiché Patrizio Bianchi deciderà in merito alla sua candidatura alle primarie Pd per la presidenza della Regione. «Ma non è una decisione mia, sarà presa dal movimento di persone che ha elaborato un progetto preciso per la Regione nel quale mi identifico - ha spiegato ieri l’assessore regionale - Le radici del movimento stanno sicuramente tra i prodiani, e con Romano Prodi è evidente che mi sento spesso. Come ho detto fin dal primo giorno, vogliamo confrontarci con il segretario regionale (e candidato forte al dopo Errani, ndr) sul progetto di Regione, e poi decideremo se andare avanti». L’alternativa a continuare la corsa è appunto un accordo con Bonaccini per sostenere la corsa di quest’ultimo, anche in assenza d’impegni sulla prossima giunta.
Qualche garanzia deve averla invece ottenuta Sandro Bratti, visto che, in qualità di presidente Ecodem, aveva dichiarato di voler vincolare l’appoggio della “sua” area ad impegni precisi in senso ambientalista, anche sul nuovo assessore, e il nome del parlamentare ferrarese è tra i primi nel documento fondatore del comitato (ferraraperbonaccini@gmail.com). «Garanzie? Con Bonaccini ci siamo parlati, lo conosco bene e so del suo impegno ambientalista. Abbiamo trovato la quadra su diverse questioni, inceneritori compresi - si limita a dire Bratti - Anche Roberto Balzani si è dichiarato disponibile ad appoggiare le nostre richieste, credo che il voto Ecodem si distribuirà tra questi due candidati». Ieri pomeriggio, alla festa di Ponte, è stato varato il comitato Bonaccini che vede tra i fondatori anche Luigi Vitellio, Caterina Ferri, Andrea Marchi, Sabina Mucchi, Barbara Paron e Nicola Rossi. «Siamo contenti, erano rappresentati tutte le Unioni comunali e la discussione è stata approfondita sui contenuti, tra i quali in primo piano l’alleanza di area vasta con Bologna, Modena e Reggio» riassume Vitellio, che farà il coordinatore di un comitato che si organizzerà per unioni comunali. C’erano Massimo Maisto e Aldo Modonesi, Pino Malaguti, Paola Romani, Marco Pigozzi, Martina Pacella, Mauro Vignolo, Deanna Marescotti, Davide Bertolasi, Giancarlo Malacarne, Giulia Bertelli, Mariella Michelini e Massimo Buriani, i vertici del Psi. Roberto Montanari, consigliere regionale uscente, ha confermato di voler favorire il ricambio politico e generazionale, mettendosi a disposizione del gruppo. E ieri Bonaccini ha incassato anche l’appoggio del segretario provinciale Psi, Claudio Campana: ha ricordato che il segretario regionale Pd è stato sempre dalla parte dell’alleanza con il Psi mentre Matteo Richetti, il suo principale avversario alle primarie, votò contro la fusione europea.
E proprio Richetti, favorito dalla maggioranza dei renziani della prima ora, ha portato nella campagna per le primarie la polemica sul maxi-stipendio di Silvio Stricchi, il direttore Cadf. «Non se ne può più di sentire che vengono messi tetti agli stipendi dei manager pubblici e poi imparare che ancora oggi c’è un consorzio di 13 Comuni del Ferrarese il cui direttore prende 231mila euro, più del presidente della Repubblica - è l’affondo di Richetti in una provincia che sta mostrandosi molto bonacciniana - Se non è sufficiente l’indicazione nazionale, noi porteremo questa battaglia ancora più in prossimità dei territori, con leggi regionali che dicono che in nessun ente partecipato un dirigente può guadagnare più dell’apicale dell’ente che lo partecipa», tipo il sindaco nel caso dei Comuni. (s.c.)
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