Il Reno preoccupa gli amministratori
Argenta, il sindaco Fiorentini teme per gli argini poco sicuri «E la mancanza di manutenzione aumenta i pericoli»
ARGENTA. C'è un altro concetto di sicurezza che negli ultimi tempi sta tenendo in ansia gli argentani (e non solo loro) e riguarda il fiume Reno. Durante le piene si formano pericolose dighe di legna a Ponte Bastia, con prese di posizione delle amministrazioni provinciali e comunali, della Regione, delle riunioni in Prefettura. A ribadirne la preoccupazione, è stato anche il sindaco Antonio Fiorentini in occasione del bilancio di previsione 2014. «La sicurezza si incardina anche su quella territoriale. Molti insediamenti produttivi - ha detto - corrono lungo l'argine del Reno, un argine sempre meno sicuro per nuove e mutate ragioni. I cambiamenti climatici, la posizione geografica di Argenta necessitano di una serie di ripensamenti ed alti livelli di governo in cui però il Comune deve farsi interlocutore. L'Argentano - riferendosi al territorio - è il bacino su cui arriva l'acqua che scende velocemente dagli Appennini e si colloca immediatamente sotto il Po. Gli argini del Reno sono protetti da vincoli paesaggistici che vanno mantenuti ma ripensati, perché la mancanza di quella manutenzione che hanno altri argini e golene di fiumi non soggetti ai suddetti vincoli rende il paesaggio delle acque sempre più pericoloso, sempre più difficoltoso ed ingovernabile. Il problema che si pone, tuttavia, di area vasta e non comunale, per questo sarà necessario proporre e risolvere la questione in coordinamento con il livello regionale». Fiorentini si riferisce a quei vincoli paesaggistici deliberati con enfasi dalle precedenti amministrazioni comunali molto "Verdi", perché considerati anche vincoli-manna per l'agricoltura. Da allora, gli stessi vincoli, non consentono potature al contrario di come si è sempre fatto in passato quando anche la legna era un bene per le famiglie. Oggi, il fiume ha una boscaglia tale che per ripulirlo, la Regione dovrebbe stanziare all'ufficio Reno milioni di euro. E invece, come ha riferito un funzionario regionale, vengono assegnati fondi utili solamente a sistemare ridotti tratti del fiume. E come se non bastasse, oggi va aggiunta una ulteriore sorpresa; senza che venisse reso pubblico, recentemente, consultando alcune cartine della Provincia, si è scoperto che da alcuni anni, alcuni tratti argentani del fiume Reno, sono stati inseriti nell'area del Pre-Parco senza che siano state collocate le tabelle di delimitazione.
Giorgio Carnaroli
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