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Anche due agenti ferraresi positivi alla tbc

Tubercolosi, class action contro il ministero

Tubercolosi, class action contro il ministero

Annuncio del sindacato polizia Consap, rilancia Beppe Grillo nel blog: problema nazionale

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La denuncia era arrivata a fine luglio, dai sindacati di polizia di Ferrara: «Due agenti impegnati nell’accoglienza ai profughi a Ferrara sono risultati positivi alla tubercolosi» e chiedevano più garanzie per i poliziotti impegnati in questi servizi. La polemica scoppiò con la replica di Asl e Comune che spiegavano che nessun poliziotto aveva contratto l’infezione e che si trattava solo di positività.

A riaccendere le polemiche ora è Beppe Grillo nel suo blog dove ha ospitato in questi giorni nella rubrica, «Il Passaparola», un intervento di Igor Gelarda, segretario generale del sindacato di polizia Consap che annuncia, come sindacato, di aver lanciato una class action contro il ministero dell’interno, per i colleghi poliziotti che sono risultati positivi. «Più di 40 miei colleghi lo sono, da qui la class action dei poliziotti abbandonati dallo Stato», scrive Gelarda. Al suo intervento si somma quello di Beppe Grillo che scrive che «il Passaparola » di Gelarda , «con l'ingresso delle malattie infettive dall'Africa e il contagio di tbc di 40 poliziotti finora accertati è caduto nel nulla». Poi ribadisce che si tratta di un problema nazionale visto il ritorno di malattie debellate da secoli in Italia, che per la tbc non esiste un vaccino che provveda una protezione affidabile per gli adulti, e le cure richiedono anni. «La Tbc? Vogliamo reimportarla, reimportiamola!», provoca Grillo a suo modo, ma «facciamolo alla luce del sole, informando la popolazione che alla polizia non vengono forniti neppure gli strumenti minimi di profilassi. Qui per evitare il tabù del razzismo arriviamo alla situazione grottesca degli Stati africani che chiudono le frontiere tra loro per paura del diffondersi dell'Ebola, che ha 21 giorni di incubazione, mentre noi le lasciamo spalancate senza fare alcun accertamento medico sui chi arriva da chissàdove nel nostro Paese». «Quando i nostri bisnonni - conclude - approdavano negli Stati Uniti, Paese della Libertà, dopo aver visto la Statua con la fiaccola accesa, venivano subito confinati a Ellis Island in quarantena».

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