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Una famiglia ferrarese spende 6.325 euro all’anno

Una famiglia ferrarese spende 6.325 euro all’anno

La spesa nella grande distribuzione calcolata a livello nazionale Nella classifica della convenienza Ferrara occupa la 26ª posizione su 68 città

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A Ferrara la spesa media annuale per famiglia nei punti vendita della grande distruzione commerciale è di 6.325 euro, inferiore di 31 euro alla media nazionale. È quanto da un’inchiesta di Altroconsumo, sulla Gdo in Italia dove sono stata confrontati i prezzi applicati 68 città capoluoghi provincia.

Ferrara si trova in una posizione di medio-alta classifica nazionale con il suo 26º posto, ma è inserita tra quelle città - tra cui Aosta, Venezia, Bologna e Modena - dove se uno sbaglia punto vendita rischia di superare i 7mila euro.

In pratica si rilevano molte differenze di prezzo tra il discount e il market con prodotti di marchi di qualità rispetto alla stragrande maggioranza delle altre città, dove la forbice è più contenuta.

«La geografia del risparmio e le dinamiche concorrenziali nella grande distribuzione di tutta Italia - spiegano gli esperti di Altroconsumo - incrociano le scelte puntuali del consumatore, cosa decidiamo di mettere nel carrello della spesa una volta dentro il punto vendita. Due variabili che combinate tra loro possono dar luogo a una partita vincente: il risparmio medio in un anno per una famiglia italiana che scegliesse di fare la spesa al discount può arrivare anche a 3500 euro».

Una partita tutta da giocare quella della spesa intelligente, soprattutto in questo periodo caratterizzato dai dati stagnanti sull’inflazione e dalla crisi che assottiglia le possibilità di spesa della famiglie, che tendono a contrarre i consumi. Una spesa che tra alimentare fresco e confezionato, igiene per la persona e per la casa è pur sempre impegnativa, soprattutto se si scelgono prodotti di marca, come gran parte degli italiani ancora fa: sono 6356 gli euro a famiglia spesi mediamente in un anno. In un momento di deflazione è utile capire cosa e dove acquistare.

L’inchiesta su super, iper e hard discount di Altroconsumo fornisce anche quest’anno un’istantanea dettagliatissima: 1.031.562 prezzi rilevati su 108 categorie merceologiche, 909 punti vendita passati al setaccio.

«Nel confronto tra regioni - spiegano i curatori dell’indagine economica - il Veneto emerge come il territorio dove la concorrenza gioca un ruolo virtuoso e efficace per le tasche del consumatore; su un carrello di spesa fatto di prodotti di marca è Treviso a risultare la città più conveniente, tra tutte le 68 della classifica. Territorio altrettanto dinamico la Toscana, con Firenze e Pistoia al secondo e terzo posto. Altra regione dove si spende meno che nella media italiana per l’acquisto dei prodotti nei super e iper e è il Piemonte, con Cuneo e Asti al quarto e quinto posto. Anche Umbria e Puglia offrono a chi fa la spesa e punta alla marca possibilità di risparmio notevoli. Emilia Romagna nella media nazionale. Al contrario Lazio e Sicilia tra i territori a alta densità e Liguria, Marche, Abruzzo, Basilicata e Molise, tra quelli con densità inferiore, hanno dinamiche concorrenziali attenuate, un’offerta ingessata al consumatore che tiene i prezzi mediamente più alti».

I dettagli dell’indagine forniscono chiavi di lettura sia che si voglia fare un’analisi tra insegne - il punto vendita in assoluto più conveniente si trova a Verona – sia che si voglia guardare alla forbice dei prezzi prendendo come riferimento anche gli hard discount, con la loro offerta di primi prezzi stracciati e allettanti in un contesto di crisi dei consumi come quello in cui viviamo. Mai come in questo momento ci vuole un “occhio alla spesa”. Anzi, sarebbe meglio due.

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