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Cimiteri da ‘esaurire’ con orari ridotti niente servizi e opere

Cimiteri da ridurre
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Cimiteri da ridurre

Chiudere i campi in eccesso costa, meglio sottrarre utenza Ferrara Servizi: terremo conto delle abitudini degli anziani

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Chiudere direttamente dei cimiteri, anche in un comune come Ferrara che ne ha 38 («siamo quelli con più cimiteri al mondo» ha detto il sindaco), è una faccenda complessa, attira-proteste come poche e per giunta di dubbia economicità complessiva. Ecco perché il mandato che Tagliani ha affidato all’amministratore delegato della holding Ferrara Servizi, Francesco Badia, è anzitutto di «studiare la maniera di razionalizzare il sistema degli accessi, calibrare meglio le concessioni e attivare un Piano regolatore cimiteriale per i nuovi manufatti: in questa maniera si arriverà a concentrare maggiormente l’utenza con effetti sulla gestione - spiega lo stesso Badia - Se poi questo porterà a lungo termine alla chiusura di cimiteri non so, sarà la politica a deciderlo».

L’amministratore unico della holding comunale che controlla per intero Amsefc sta effettivamente lavorando, assieme ai vertici dell’azienda cimiteriale, a questi due obiettivi e nel giro di qualche mese («non abbiamo una scadenza precisa») il risultato dello studio sarà sul tavolo del sindaco. La base di partenza resta il numero troppo elevato dei cimiteri comunali, visto che Bologna città, ad esempio, ne può vantare in tutto due; e la concentrazione giudicata eccessiva su determinate direttrici (via Comacchio, ad esempio, conta Aguscello, Cococomaro di Focomorto, Codrea, Cona e Quartesana nel giro di pochi chilometri). La chiusura secca di qualche cimitero resta però l’opzione meno gradita alla stessa Amsefc, per più di un motivo. Il regolamento nazionale di polizia mortuaria prevede infatti che, dal momento dell’ultima inumazione, debbano passare 15 anni di accesso e manutenzione garantita, prima di chiudere il camposanto, che dovrebbe poi essere bonificato. Le concessioni ancora valide alla chiusura andrebbero garantite in altri cimiteri, con spese di trasporto a carico del Comune. Meglio insomma rendere via via meno frequentati alcuni camposanti, lasciandoli... morire per esaurimento naturale dopo decenni ma riducendo nel frattempo in maniera progressiva l’area da sottoporre a cura e manutenzione, tagliando così costi.

Come raggiungere questi obiettivi? Badia ha sul tavolo opzioni come ridurre gli orari di visita dei cimiteri meno frequentati, concentrare in quelli più grandi di servizi comuni come gli ossarietti di cremazione o le sepolture comuni, diminuire la durata delle nuove concessioni (anche per riportarle concorrenziali di fronte alla cremazione) e pianificare le nuove costruzioni. Fino ad oggi si è continuato a costruire ovunque edicole, cappelle, loculi, ed il risultato sono i molti spazi vuoti in vari cimiteri: bisogna quindi utilizzare, anzitutto, questi spazi, anche se non sono esattamente nel camposanto sotto casa, e poi investire solo in alcuni siti destinati a continuare l’espansione. Lì saranno destinate le salme esumate dopo i canonici dieci anni dai cimiteri minori.

Queste operazioni renderanno più soft e diluito nel tempo il “congelamento” dei cimiteri destinati ad esaurirsi, ma non risolvono il problema di fondo dell’anziano che dovrà cambiare tragitti e trovare magari un mezzo di trasporto per spostarsi anche di pochi chilometri. «Siamo consapevoli di toccare abitudini consolidate di molti, ne terremo conto» è la promessa di Badia. Alla fine la decisione toccherà al sindaco.

Stefano Ciervo

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