Erosione: il Reno fa paura
A San Biagio i cittadini chiedono che intervenga la Regione
SAN BIAGIO. Che cosa è stato fatto per risolvere la pericolosa erosione del fiume Reno a Ponte Bastia? Quale è la situazione attuale?
Sono le domande che ripetutamente circolano tra i cittadini. L'unica risposta è in quella dichiarazione che il sindaco Antonio Fiorentini aveva rilasciato proprio alla Nuova Ferrara qualche minuto dopo la riunione che il Prefetto di Ferrara ha convocato d'urgenza presenti la Regione, i tecnici di bacino e gli amministratori. Eccola: «Al momento (era il 10 febbraio 2014; ndr) posso solamente dire che, appena le condizioni meteo lo consentiranno, la Regione interverrà a Ponte Bastia e di questo voglio ringraziare il Prefetto per aver messo tutti quanti attorno ad un tavolo per condividere la necessità». Si era parlato cioè di quella erosione che, in occasione delle ripetute fiumane dello scorso inverno, ha provocato una serie di allarmi culminati appunto con l'intervento del Prefetto. Da allora però - e sono trascorsi diversi mesi -, non si sono viste nè ruspe nè scavatori e l'erosione è lì, intatta, e continua a far paura. Quanto è capitato nel Modenese a causa delle tane di nutrie e volpi, in questo caso, mostra come le conseguenze potrebbero essere gravi. Ma intanto la polemica sta per scoppiare a tutti i livelli anche perché autunno e inverno sono alle porte e la Regione è più che mai latitante. Di fronte all'attuale prospettiva, e cioè che alla prima piena del fiume torni la preoccupazione tra la popolazione, ecco l'ultimo aggiornamento: «Mi sono mosso e mi sto muovendo anche con una certa insistenza - tiene a precisare il primo cittadino di Argenta -. Prima di ferragosto, grazie al consigliere Roberto Montanari, ho incontrato a Bologna l'assessore regionale alla sicurezza territoriale Paola Gazzolo. Mi ha assicurato tutto l'impegno nel mantenere la parola, ovvero di intervenire».
Giorgio Carnaroli
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