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priorità al riordino

L’Amsefc va in rosso holding da rivedere

L’Amsefc va in rosso holding da rivedere

L’incubo di Francesco Badia, come di tutti i manager delle società controllate dai Comuni italiani, si chiama spending review. Il commissario governativo Carlo Cottarelli ha messo infatti sotto la...

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L’incubo di Francesco Badia, come di tutti i manager delle società controllate dai Comuni italiani, si chiama spending review. Il commissario governativo Carlo Cottarelli ha messo infatti sotto la lente d’ingrandimento le spese delle partecipate comunali, con l’obiettivo di farne chiudere o vendere qualche migliaio, con risparmi di 2-3 miliardi a medio termine, a partire da quelle in perdita. La foto scattata da Cottarelli si basa sui bilanci 2012 e, per quanto riguarda il Comune di Ferrara, è relativamente lusinghiera. Tra le società inserite nella relazione d’inizio mandato, infatti, solo la Stu Ferrara immobiliare presentava un bilancio in rosso. Già l’anno scorso, però, la situazione appariva decisamente peggiorata: alla solita Stu, infatti, si è aggiunta un po’ a sorpresa la stessa Amsefc, che è passata da un utile di 50mila euro ad una perdita di 223.513 euro, mentre viene evidenziato anche a rendiconto il passivo strutturale di Ferrara Arte (-605.375 euro).

A ciò si aggiungono le linee guida suggerite qualche giorno fa da Cottarelli per mantenere sotto il controllo pubblico le società, cioè «il campo d’azione strettamente limitato ai compiti istituzionali dell’ente di controllo, che non includono la produzione di beni e servizi che possono essere forniti dal settore privato», e questo anche se realizzano profitti, perché c’è tra l’altro il rischio di alterare il funzionamento del mercato. A rischio, su queste basi, potrebbero esserci oltre a Ferrara Arte, la stessa Amsefc ma anche aziende che operano in settori aperti alla concorrenza, come Amsef (onoranze funebri) e Afm (farmacie). «Stiamo analizzando prioritariamente la situazione delle società della holding, con l’obiettivo di ridurre i costi e di aumentare l’efficienza, ma anche di prepararle ad eventuali mutamenti degli indirizzi legislativi» spiega lo stesso Badia. Il Comune, in sostanza, non vuole trovarsi impreparato di fronte ad obblighi di legge su questa o quella società, e quindi attiva una sua spending review finalizzata a renderle più snelle e appetibili.

I risultati dell’esercizio 2013, peraltro, propongono situazioni piuttosto singolari. Se i maxi utile della holding, oltre 2,7 milioni, e quello modesto di Ferrara Tua (142mila euro) indicano l’esistenza di meccanismi di compensazione interni, bisogna rilevare i dati sempre positivi e crescenti di Acosea Impianti: oltre 1 milione di euro l’anno scorso, contro 884.680 euro del 2012. Fino ad oggi a Palazzo Municipale hanno sempre preso come riferimento il bilancio della holding nel suo insieme, che ha in pancia le azioni Hera, ma con l’avvento di Cottarelli le cose potrebbero complicarsi.

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