«Quei sassi contro l’auto all’interno del carcere»
Agente di polizia penitenziaria e delegato sindacale dell’Osapp presenta querela A fine turno ha trovato l’auto danneggiata. «Sul fatto indaghi anche la direzione»
Alla fine del turno, martedì pomeriggio, ha trovato il parabrezza dell’auto scheggiato in due punti. «L’hanno colpito con dei sassi - spiega B.L., agente di polizia penitenziaria e delegato del sindacato Osapp che a Ferrara conta una cinquantina di iscritti - un atto compiuto dall’interno del piazzale riservato ai dipendenti del carcere».
Al di là del danno economico (la spesa di sostituzione del parabrezza è di circa 700 euro, spiega la guardia penitenziaria)a rendere ancora più amara la giornata di B.L. è stato il sospetto - molto concreto, sottolinea - che la mano che ha lanciato i sassi non provenga dall’esterno.
«A Ferrara sono entrato in servizio 21 anni fa, non mi sarei mai aspettato niente del genere», commenta dispiaciuto. Ieri mattina il poliziotto ha sporto querela di fronte agli ufficiali della polizia giudiziaria. Contro ignoti, per ora. «Ma speriamo - commenta il segretario nazionale del sindacato Osapp, Leo Beneduci - che all’indagine penale sia affiancata un’indagine amministrativa da parte della direzione dell’istituto per fare chiarezza sull’episodio».
B.L. ha preso servizio l’altra mattina intorno alle 8. L’auto, ha precisato nella querela, era integra quando è entrata nel parcheggio del penitenziario (l’agente era accompagnato da un collega) ma non lo era più qualche ora dopo, al momento di rientrare a casa. L’agente ha notato le due evidenti scalfitture sul vetro anteriore e ha cercato di capire chi e che cosa potessero averle provocate.
Lui e il collega, nei pressi dell’auto, hanno trovato quattro sassi che B.L. ora porta con sè. «Penso che qualcuno li abbia scagliati contro il parabrezza, ma è chiaro che su questo dovrà indagare la magistratura», aggiunge.
Il sospetto del poliziotto è che alla vicenda non sia estranea la sua attività sindacale. In carcere a Ferrara si sta discutendo l’applicazione dell’integrativo locale e alcune prese di posizione del sindacato potrebbero avere suscitato malumori in una parte del personale.
«Io rappresento gli iscritti Osapp - rimarca B.L. - tra colleghi ci possono essere delle differenze di vedute su alcune questioni, credo però che sia opportuno distinguere tra rapporti di amicizia, sindacali e di lavoro».
«Quello che è successo è inaccettabile - ribadisce Beneduci, il segretario nazionale dell’Osapp - A Ferrara è in corso una trattativa sindacale e noi riteniamo che le voci accessorie dello stipendio debbano essere trasparenti, che non ci debbano essere delle zone franche. Quello che è successo potrebbe far pensare anche ad un tentativo di intimidazione, per questo è importante che si svolga un’indagine approfondita sull’accaduto». (gi.ca.)